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Attratti da Dio

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Jole Garofaro, studiosa della storia del monachesimo e della mistica, ci ricorda la vocazione di ogni credente ad una speciale intimità con il Dio vivente. I monaci sono testimoni nel mondo di questo amore che dà dignità speciale ad ogni vita. Tutti siamo chiamati all'amore di Dio. Monaco non è solo chi vive in un monastero. Esiste un monachesimo interiore che ci permette di vivere la nostra esistenza custodendo il fuoco dell'amore divino all'interno della nostra quotidianità.  Scrive la nostra autrice: "Ogni vita, e specialmente la vita cristiana, è vocazione, voca­zione unica e personale, che a sua volta contiene varie vocazioni, di vita religiosa o laicale, civile e professionale. Però c’è una voca­zione che a un certo punto si manifesta in modo sconvolgente o soave, ma sempre trasformante,  in battezzati e in non battezzati:  è la chiamata alla conversione. È un incontro a tu per tu con Dio che ha l'intensità della rive­lazione, la potenza della conquista, la d...

Risveglio

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  Sentiamo parlare di risveglio, di risveglio spirituale. È una necessità del nostro tempo, un'urgenza  per i credenti sinceri dei nostri giorni. "Si è sempre fatto così", "siamo abituati a questo cammino", non basta più. Continuamente ci viene chiesto per quale motivo crediamo e speriamo. L' apostolo Paolo ci esorta ad essere "Consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti" (Rm 13,11). Una riflessione di Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, ci introduce alla possibilità di aprirci a questa urgenza del nostro spirito. «Destare non è svegliare il corpo.  È permettere all’anima di ricordarsi di sé. La parola destare ha una forza silenziosa e radicale, spesso sottovalutata. Non indica un’azione rumorosa, ma un passaggio sottile: quello tra l’automatismo e la presenza. “Se mi desto, soffrirò.” “Se vedo davvero, non potrò più tornare indietro.” “Se esco da...

Mente e cuore

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La contemplazione, la meditazione, sono un caldo dimorare nel qui-e-ora. Le vie della mente e del cuore sono infinite. Ma ognuno trova la sua, fondamentale, vitale,  sulla quale si incammina fiducioso e con fedeltà  e perseveranza.  Ogni maestro può mostrarci come iniziare, il resto del viaggio è dato dalla nostra esperienza. Teofane il recluso è uno dei più grandi autori spirituali della Chiesa Ortodossa Russa del XIX. Una sua pagina ci indica il primo passo per iniziare un percorso di preghiera profonda fatta  di silenzio e fiducia.  "Dalla testa dovete discendere nel cuore. Per il momento, i vostri pensieri sono nella vostra testa. E Dio sembra che sia fuori di voi; così tutti i vostri esercizi rimangono esteriori. Fin tanto che sarete nella vostra testa, non potrete dominare i pensieri, i quali continueranno a turbinare come la neve al vento o come le mosche durante i calori estivi. […]  Se scendete nel cuore, non avrete più alcuna difficoltà. Nella tes...

Fare spazio

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  "La rinuncia non è perdere qualcosa. È smettere di tenere ciò che non è più vivo". Parola di Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, che ci aiuta a vedere nella luce giusta una realtà necessaria per coltivare la nostra libertà interiore. Perché rinunciare? A cosa rinunciare? L'idea non ci è simpatica perché la leggiamo come una imposizione a perdere un bene. E se fosse perdere un peso, una zavorra, un impedimento, per camminare più liberi? Proviamo con Furlan a guardare la cosa da un altro punto di vista: «La parola rinuncia porta con sé un significato molto più nobile di quello che le attribuiamo comunemente. • Latino – renuntiare: annunciare indietro, dichiarare che qualcosa non ci appartiene più Non è subire. È riconoscere. • Latino – nuntius: messaggero La rinuncia è un messaggio interiore: “Questo non mi serve più per crescere”. • Greco (concetto affine) – aphíēmi (ἀφίημι): lasciare andare, liberare, rimettere La stessa parola usata nei Vangeli per indicare il p...

L'infinito e il nulla

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"Chi sono io e chi sei tu Signore?" È il mantra che ha accompagnato Francesco d'Assisi nella sua preghiera profonda, all'interno dell' oscurità delle grotte che cercava per questo impegno. Io e Dio uniti dalla preghiera. L'infinitamente grande e il poco, il piccolo, che si incontrano e si amano. È la preghiera, è il silenzio spirituale, è il desiderio che diventa comunione. Dalle parole di Guidalberto Bormolini, monaco e maestro di meditazione, ci lasciamo accompagnare alla scoperta di questo mistero bello. "Due realtà sono di fronte nella strada della meditazione, il tutto dell’Infinito e il nulla di noi stessi. Lentamente una ‘morte’ mistica del nostro ego deve portarci a fare spazio alla Sua parola. Nella spiritualità islamica il centesimo nome di Dio è indicibile, non perché sconosciuto, tantomeno per un segreto esoterico, è invece quella parola che Dio stesso dice nel cuore silenzioso del meditante. Nel buddhismo il silenzio su ciò che è mistero giun...

Imparare il silenzio

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"Il silenzio va nutrito, va allenato". Così si esprime p. Guidalberto Bormolini, monaco e insegnante di meditazione. Come ogni altra cosa, si impara anche a stare in silenzio, per la preghiera, per la meditazione. La nostra quotidianità non è a misura di silenzio né ci invita a vivere profondamente nel silenzio.   Dobbiamo imparare, allenarci. Dice ancora Bormolini: "Quindi vi consiglio di iniziare ricavando uno spazio quotidiano di silenzio. Quello che riuscite, ma senza nessun metodo, nessuna tecnica. Affrontate il silenzio senza timore, create uno spazio e un tempo da consacrare a esso. E se avete troppo poco tempo per farlo, ascoltate il consiglio di Francesco di Sales, tra i grandi maestri della meditazione cristiana, a un discepolo che era un imprenditore molto impegnato. Gli diede l’indicazione di essere fedelissimo alla pratica della meditazione quotidiana a cui dedicare mezz’ora. Nel colloquio successivo, imbarazzato, il discepolo disse al santo che preso da mil...

Riunificazione

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"Riunificarsi non significa tornare indietro. Significa tornare interi". Questa frase di Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, ci introduce ad un tema fondamentale: il nostro profondo desiderio di unità interiore, il bisogno di una vita unificata. Riunificazione è definito il cammino che ricompone in unità la realtà che viviamo consapevolmente. Dispersi in mille cose, assorbiti da troppe preoccupazioni, la riunificazione ci appare desiderabile e riposante. Una vera ed urgente necessità. Unità, interezza, completezza, sono parole che per noi hanno senso e danno senso alla nostra ricerca. Scrive Furlan: "La riunificazione non è fusione forzata. È riconnessione naturale di ciò che non avrebbe mai dovuto separarsi. Riunificazione: quando ciò che era diviso smette di combattere. Ogni essere umano vive una frammentazione invisibile: tra ciò che pensa e ciò che sente, tra ciò che mostra e ciò che è, tra ciò che fa per sopravvivere e ciò che desidera per vivere. La riunific...