Post

Presenza

Immagine
Divo Barsotti, guida spirituale e scrittore di mistica cristiana, ci mette davanti al fatto più semplice della fede: Dio è pura presenza. Non è mai assenza. La nostra scarsa familiarità con la presenza, a noi stessi ad esempio, ci tiene nella confusione. Dio è la Presenza! L'assenza ne accresce il desiderio,  l'attesa prepara alla presenza nel cuore. Ogni cosa è segno della sua presenza o apre al delirio di questa. È come un amore lontano, ma reso vicino dall'amore. Leggiamo insieme: "Una cosa bisogna notare: non è la presenza che è propria delle cose quaggiù, perché le cose quaggiù non sono totalmente presenti a me, né io sono totalmente presente a loro.  Chi di voi mi conosce, perché possiate dire che io vi sono presente? È una presenza molto limitata, imperfettissima; mi conoscete per nome, avete visto il mio volto. Vi posso dire di più: non solo io non sono presente a voi, né voi siete presenti a me, ma nemmeno io sono presente a me stesso, non so nemmeno che cosa ...

Amato e amante

Immagine
Divo Barsotti, sacerdote e scrittore di profondi testi di spiritualità, con il linguaggio ardito dei mistici scrive: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". È un cambio di prospettiva vertiginoso. L'umanità è l'obiettivo del suo amore, il fine dei suoi gesti che creano e salvano. "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". Sentirsi sotto gli occhi di Dio e nei suoi pensieri è esaltante e fa gustare tutta la forza della sua attenzione amorevole per noi.  Leggiamo insieme: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine, perché l'amato è sempre il fine dell'amante; l'amante tende ad amarlo e si ordina a lui, e Dio si è ordinato all'uomo. Si è ordinato all'uomo nello Spirito Santo perché, come si è detto all'inizio, lo Spirito Santo nella concezione trinitaria propria della teologia orientale è quella Persona divina mediante la quale Dio trabocca nella creazione; l'amore si effonde nella creazione dal Padre per il Figlio nello Spirito S...

Meta della preghiera

Immagine
Nella nostra vita c'è una relazione che ha una sua caratteristica particolare, nel senso che non è confinabile in una situazione precisa, ed è la preghiera, relazione con Dio.  Parlare della preghiera ci porta ed esporci alla forza di un mistero che in qualche modo ci supera. La nostra stessa esperienza ci dice che prima e dopo la preghiera c'è solo silenzio. La preghiera esige di essere pensata come parte della nostra vita, come nostra vita più profonda. L'altra sponda della nostra preghiera è sempre Dio, il Padre come lo chiama Gesù. Divo Barsotti, sacerdote e mistico del XX secolo, testimone e maestro di preghiera, ci aiuta a guardare la nostra preghiera in questa prospettiva. Leggiamo insieme: "Il mistero della preghiera cristiana termina precisamente in una nostra partecipazione al rapporto del Figlio Unigenito con il Padre celeste. Ma prima di arrivare a questo, la preghiera dell'uomo è il grido del malato, del morto che implora la salvezza di Cristo; è il gr...

Al servizio della vita.

Immagine
  «La domanda più importante non è: “Quanto vali?” Ma: “A chi sei utile?”» Così Amadeo Furlan ci porta a riflettere su un aspetto del significato del nostro vivere. La relazione con gli altri allarga il senso della nostra vita, la rende una vita impreziosita dal donarsi. Vivere solo per sé stessi alla lunga rende sterile il nostro passaggio in questo mondo. "Il mondo non ha bisogno di persone perfette. Ha bisogno di persone presenti". Essere utili aumenta il nostro sentirci vivi.  Scrive Furlan:   "La parola utilità oggi viene spesso associata a:   • convenienza • profitto • rendimento • funzionalità • vantaggio   Ma l’utilità autentica… è qualcosa di molto più profondo. Deriva dal latino utilitas, che significa: giovamento, beneficio, vantaggio reale, ciò che favorisce la crescita e il benessere. E forse qui si nasconde già il cuore di questa riflessione. Perché viviamo in un mondo che ci ha insegnato a chiederci continuamente: "Quanto sto ottenendo?" Mentre m...

Vivere sotto lo sguardo di Dio

Immagine
Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai, riflettendo sulla vita di s. Francesco d'Assisi, si soffermano a descrivere l'uomo reso nuovo dalla novità del Vangelo.  La fede nel Vangelo di Gesù porta novità  e "la gioia della Bontà". Emerge su tutto la bellezza del vivere sotto lo sguardo di Dio. È nuovo il rapporto con il Signore. "L’uomo nuovo è una persona che ha cambiato abitudini e stili di vita, ma soprattutto mentalità", scrivono i nostri autori. Leggiamo insieme: "L’uomo nuovo è colui che nella fede si è scoperto raggiunto e salvato da Cristo, instaurando cosí con Dio un rapporto inedito, non piú giocato sul mero adempimento di una legge, bensí sulla misericordia gratuita del Padre, che lo rende degno di stare alla sua presenza gratuitamente e non grazie a meriti da esibire. L’immersione nelle acque del battesimo sigilla una tale condizione inedita, gradita a Dio, “giustificata”. Non c’è piú bisogno di dimostrare niente a nessuno, non è piú necessario...

Vita che scorre

Immagine
"L’entusiasmo non è eccitazione. È la vita che torna a scorrere dentro di te". Amadeo Furlan ci accompagna a valutare nel modo giusto un movimento del cuore che spesso non sappiamo gestire. L'eccitazione ci travolge e ci lascia come ci ha trovato. Perché? Scrive Furlan: "La parola entusiasmo oggi viene spesso confusa con: • euforia • energia momentanea • motivazione • agitazione • iperattività • ottimismo forzato Ma l’entusiasmo autentico… è qualcosa di molto più profondo. Deriva dal greco enthousiasmós: “avere il divino dentro”, “essere abitati da una forza viva”. E forse qui si nasconde già il cuore di questa riflessione. Perché il vero entusiasmo non nasce quando tutto va bene. Nasce quando torni ad essere connesso con ciò che sei. Viviamo in un’epoca in cui moltissime persone sono stanche. Non solo fisicamente. Ma neurologicamente. Emotivamente. Interiormente. Persone che si svegliano già in allerta. Che vivono correndo. Che fanno tutto… senza sentire più nulla. ...

Visione chiara

Immagine
C'è una parola che usiamo poco ma che ha da rivelarci cose preziose. "L’acume non è vedere di più.  È vedere prima… e soprattutto vedere dentro". Così Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, interpreta la parola acume. Più che all'intelligenza la parola acume fa riferimento ad uno sguardo profondo, attento, preciso. È comprendere in modo essenziale e lucido. Acume ha a che fare con l' attenzione, il vedere oltre, il vedere dentro la realtà. Scrive Furlan: "La parola acume viene spesso associata all’intelligenza. Alla capacità di capire velocemente, di intuire, di “arrivare prima”. Ma l’acume non è solo rapidità mentale è profondità percettiva. Deriva dal latino acumen, che significa: • punta • acutezza • capacità di penetrare E questa radice cambia tutto. L’acume non è quantità di pensiero. È precisione dello sguardo. Viviamo in un’epoca in cui si accumulano informazioni. Si leggono contenuti, si ascoltano opinioni, si rincorrono risposte. Ma l’accumulo no...