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Vivere sotto lo sguardo di Dio

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Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai, riflettendo sulla vita di s. Francesco d'Assisi, si soffermano a descrivere l'uomo reso nuovo dalla novità del Vangelo.  La fede nel Vangelo di Gesù porta novità  e "la gioia della Bontà". Emerge su tutto la bellezza del vivere sotto lo sguardo di Dio. È nuovo il rapporto con il Signore. "L’uomo nuovo è una persona che ha cambiato abitudini e stili di vita, ma soprattutto mentalità", scrivono i nostri autori. Leggiamo insieme: "L’uomo nuovo è colui che nella fede si è scoperto raggiunto e salvato da Cristo, instaurando cosí con Dio un rapporto inedito, non piú giocato sul mero adempimento di una legge, bensí sulla misericordia gratuita del Padre, che lo rende degno di stare alla sua presenza gratuitamente e non grazie a meriti da esibire. L’immersione nelle acque del battesimo sigilla una tale condizione inedita, gradita a Dio, “giustificata”. Non c’è piú bisogno di dimostrare niente a nessuno, non è piú necessario...

Vita che scorre

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"L’entusiasmo non è eccitazione. È la vita che torna a scorrere dentro di te". Amadeo Furlan ci accompagna a valutare nel modo giusto un movimento del cuore che spesso non sappiamo gestire. L'eccitazione ci travolge e ci lascia come ci ha trovato. Perché? Scrive Furlan: "La parola entusiasmo oggi viene spesso confusa con: • euforia • energia momentanea • motivazione • agitazione • iperattività • ottimismo forzato Ma l’entusiasmo autentico… è qualcosa di molto più profondo. Deriva dal greco enthousiasmós: “avere il divino dentro”, “essere abitati da una forza viva”. E forse qui si nasconde già il cuore di questa riflessione. Perché il vero entusiasmo non nasce quando tutto va bene. Nasce quando torni ad essere connesso con ciò che sei. Viviamo in un’epoca in cui moltissime persone sono stanche. Non solo fisicamente. Ma neurologicamente. Emotivamente. Interiormente. Persone che si svegliano già in allerta. Che vivono correndo. Che fanno tutto… senza sentire più nulla. ...

Visione chiara

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C'è una parola che usiamo poco ma che ha da rivelarci cose preziose. "L’acume non è vedere di più.  È vedere prima… e soprattutto vedere dentro". Così Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, interpreta la parola acume. Più che all'intelligenza la parola acume fa riferimento ad uno sguardo profondo, attento, preciso. È comprendere in modo essenziale e lucido. Acume ha a che fare con l' attenzione, il vedere oltre, il vedere dentro la realtà. Scrive Furlan: "La parola acume viene spesso associata all’intelligenza. Alla capacità di capire velocemente, di intuire, di “arrivare prima”. Ma l’acume non è solo rapidità mentale è profondità percettiva. Deriva dal latino acumen, che significa: • punta • acutezza • capacità di penetrare E questa radice cambia tutto. L’acume non è quantità di pensiero. È precisione dello sguardo. Viviamo in un’epoca in cui si accumulano informazioni. Si leggono contenuti, si ascoltano opinioni, si rincorrono risposte. Ma l’accumulo no...

Che cos'è l'amore?

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Un uomo dallo spirito profondo a dal cuore vigile: così mi piace definire Anthony De Mello, gesuita indiano, grande guida spirituale. La sua parola sempre nuova, sorprendente, apre continuamente nuovi orizzonti e spinge fuori dai vecchi recinti. Come ad esempio quando parla  dell'amore. Parte dalla domanda su cosa  sia l'amore e ci accompagna per i sentieri più impervi, eppure così quotidiani, della nostra esperienza dell'amore. Leggiamo insieme: "Che cos'è l'amore? Guarda una rosa. Può questo fiore dire: " Io offro la mia fragranza ai buoni e non la concedo ai malvagi"? O puoi immaginare una lampada che rifiuti di concedere i propri raggi a una persona cattiva che cerchi di camminare alla sua luce? Potrebbe fare ciò soltanto rinunciando a essere una lampada. Osserva poi come un albero regala la propria ombra indifesa a tutti senza distinzione, buoni e cattivi, giovani e vecchi, alti e bassi, agli animali e agli esseri umani e a ogni creatura vivente:...

L'amore basta all’amore

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Una poesia che è rivelazione. Quello che farà in noi l'amore è raccontato in un opera, Il profeta, di Khalil Gibran, pubblicata nel 1923 a New York. L'amore è sperimentato ma difficile da raccontare. Raccontare i suoi effetti nella nostra vita è un modo per superare l'ostacolo. Scrive Gibran: "Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, Benché le sue strade siano aspre e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi. E quando vi parla, credetegli. Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino. Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura. E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole, Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra. Come fastelli di grano, vi raccoglierà. Vi batterà per denudarvi. Vi p...

Parole di libertà

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  "Non sei prigioniero della tua vita. Sei prigioniero delle parole con cui la racconti". Diamo la parola ad Amadeo Furlan perché ci aiuti ad entrare nella comprensione delle nostre esperienze di libertà e liberazione. La nostra libertà ha bisogno di essere continuamente liberata. Vigilare e lavorare per farlo  è necessario ogni giorno. La liberazione passa per una serie di trasformazioni interiori, passaggi del cuore che diventano svolte nella vita.  Sciogliere, liberare, superare vincoli, è la via di una liberazione continua che non bisogna mai smettere di percorrere. Scrive Furlan: "La parola liberazione viene spesso fraintesa. La immaginiamo come qualcosa che accade fuori: una situazione che cambia una persona che se ne va. un problema che si risolve. Ma la liberazione… non è un evento esterno. È un passaggio interno. Deriva dal latino liberare,  che significa: • sciogliere • rendere libero • togliere un vincolo E qui c’è il punto più importante. Molte persone...

Eternità nel tempo

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 Il Padre nostro è preghiera di tutti. Riconoscere la paternità di Dio, datore di vita, è possibile ad ogni cuore e ad ogni mente,  a chi sente che la vita è ricevuta in dono. È preghiera di gratitudine e di fiducia. Il "Padre nostro" pregato apre sempre alla speranza. Continuiamo ad ascoltare le riflessioni di una grande donna di pensiero e di speranza qual'è Simone Weil. "«Venga il tuo regno.» Si tratta di qualcosa che deve venire, che non c'è.  Il regno di Dio è lo Spirito Santo che colma tutta l'anima delle creature intelligenti. Lo Spirito soffia dove vuole. Non si può fare altro che invocarlo. Non bisogna neppure pensare d'invocarlo in maniera particolare su di sé, o su questo o su quello, o anche su tutti; bisogna semplicemente invocarlo, di modo che il semplice pensare a lui sia un appello, un grido: quando si è al limite della sete, quando si è ammalati di sete, non ci si raffigura più l'atto del bere in rapporto a se stessi e nemmeno l'a...