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Semplicemente vivere

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Quanta certezza ci serve veramente per vivere? "La maturità non comincia quando finalmente  hai tutte le risposte. Comincia quando non hai più bisogno di tutte le risposte per continuare a vivere". Conosciamo ormai lo stile di Amadeo Furlan  che ci ha fatto compagnia tutta l'estate con le sue riflessioni sui nodi più vitali della nostra esperienza.   Vivere senza sapere tutto, senza la sicurezza massima, senza il controllo totale di tutto, è possibile ed è anche bello. Sapere tutto subito, sapere tutto prima, può diventare ossessione. C'è un modo differente di attraversare le sfide quotidiane. Leggiamo insieme: "Vorremmo sapere. Sapere se andrà bene. Se quella persona resterà. Se il lavoro funzionerà. Se guariremo. Se abbiamo fatto la scelta giusta. Se nostro figlio sarà felice. Se quel progetto avrà successo. Se possiamo fidarci. Se domani saremo ancora ciò che siamo oggi. Cerchiamo conferme. Previsioni. Numeri. Diagnosi. Programmi. Garanzie. E non c’è nulla di ...

La luce di Dio. Una pagina di Gregorio Magno

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 https://youtu.be/BWlD1fkXL64?is=IW3WGrkKW49X7bRp Evidenzia la scritta sopra e apri il video 

Verità liberante

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C’è una domanda che raramente abbiamo il coraggio di farci: CHI STA VIVENDO AL POSTO TUO? È una delle tracce più provocanti che Amadeo Furlan ci ha condiviso. Scrive il dottore:   "La libertà non comincia quando puoi fare tutto ciò che vuoi. Comincia quando scopri quante delle cose che vuoi non le hai mai scelte davvero". E continua con grande schiettezza:   "CHI STA VIVENDO AL POSTO TUO? Forse tuo padre. Forse tua madre. Forse un insegnante. Forse una ferita. Forse la paura di essere lasciato. Forse il bambino che sei stato. Forse il bisogno di essere riconosciuto. Forse una voce che non esiste più fuori di te ma alla quale continui a obbedire dentro di te. Non colpevolizzarti. Scoprilo. Perché la consapevolezza non serve a processare il passato. Serve a impedirgli di vivere automaticamente il futuro. Chi sta vivendo al posto mio? Perché potremmo avere cinquant’anni e continuare a obbedire a una frase ascoltata a cinque. Potremmo avere successo e stare ancora cercando l...

Ciò che giace in noi

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La vita è piena di paradossi. La fecondità e la luce spesso si annidano dove non le cercheremmo mai. Quanti angoli bui della nostra anima abbiamo rinunciato ad esplorare sicuri che non nascondino niente di buono! "Non tutto ciò che è fermo ha smesso di vivere.  A volte la vita giace in silenzio perché sta preparando una forma nuova".  Questo scrive Amadeo Furlan  e ci invita a fermarci e cercare  dove abbiamo trascurato di fare luce. Rami morti pronti a rifiorire in primavera  ci stupiranno sempre. Fuori e dentro di noi. Leggiamo insieme: "Giacere è una parola antica.  Deriva dal latino iacēre: stare disteso; essere coricato; trovarsi in un luogo; rimanere immobile; essere deposto. Dalla stessa radice latina nasce anche un'immagine interessante: qualcosa che è stato gettato, posto, lasciato lì. Giacere, quindi, non significa necessariamente dormire. Non significa necessariamente riposare. Può significare semplicemente: non muoversi più da dove ci si trova. ...

Trovati dall'amore

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Padre Dorathick, monaco camaldolese indiano, ci aiuta a guardare all'esperienza spirituale di Bernardo di Chiaravalle a partire da un'esperienza che ci lega alla sua fede. Il viaggio mistico dell'amore deve diventare nostra esperienza come è stata sua esperienza. Nel suo "Libro dell' amore" Bernardo si offre di accompagnarci su questa via, non con una teoria, ma per l'esperienza di amore che inizia quando si scopre che Dio ci ha amati per primo.  Leggiamo insieme: "Bernardo di Clairvaux, ci ricorda uno dei più profondi misteri del cristianesimo: l'amore non è semplicemente qualcosa che facciamo per Dio; è il modo in cui conosciamo Dio. Bernardo, il grande monaco cistercense, abbate, mistico e Dottore della Chiesa, ha compreso la spiritualità non principalmente come accumulo di conoscenza religiosa, ma come trasformazione del cuore attraverso l'amore divino. Nel suo Trattato sull'amore di Dio, Bernard pone una domanda radicale: perché dovre...

Nuovo ritmo

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  "La maturità non consiste nello scegliere  tra due verità. Consiste nel creare lo spazio in cui entrambe possano esistere",  scrive Amadeo Furlan, portandoci a riflettere su un'esperienza fondamentale della nostra vita: conciliare, mettere insieme. Gli estremismi non hanno mai portato vita. La rabbia di dover scegliere a tutti i costi senza scampo, non fa crescere. "Conciliare Deriva dal latino conciliare,  formato da: cum = insieme calare (nella sua evoluzione etimologica legata a concilium) = chiamare insieme, convocare. Da qui nasce anche la parola concilio. Il luogo dove idee diverse non vengono eliminate. Vengono ascoltate. Conciliare, quindi, non significa semplicemente trovare un accordo. Significa creare uno spazio in cui ciò che sembrava inconciliabile possa finalmente dialogare. Le parole custodiscono la memoria di ciò che l'uomo ha imparato osservando la vita. E questa ci ricorda una verità dimenticata. La natura non cresce eliminando le differenze. ...

Reciprocamente

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La dipendenza dice: "Ho bisogno di te per sapere chi sono." L'indipendenza assoluta risponde: "Non ho bisogno di nessuno." Entrambe sono illusioni. C'è una via veramente alternativa a queste due illusioni di cui si nutre oggi tanta parte  della nostra società? Lasciamo la risposta ad Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, che ha dedicato a questo tema molta parte del suo lavoro. "La vera forza non nasce quando impari a non avere bisogno di nessuno. Nasce quando scegli di camminare con gli altri senza smettere  di essere te stesso". E spunta una parola: interdipendenza. Furlan continua dicendo: "LE RADICI DELLA PAROLA Interdipendente; inter (lat.) = fra, reciprocamente. dependere (lat.) = essere collegato, sostenuto. Essere reciprocamente connessi mantenendo il proprio equilibrio. Le parole non sono soltanto strumenti per descrivere la realtà. Conservano la memoria del modo in cui l'umanità ha imparato a comprenderla. Ci sono uomini che...