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Conoscere ed essere conosciuti

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  La conoscenza apre tante porte ma l'illusione di conoscere ne chiude tante. Tra due persone, nei riguardi di una situazione, nei fatti che riguardano una comunità, la conoscenza permette di vivere bene la realtà. Ma che significa conoscere veramente?  Amadeo Furlan ci accompagna in questa riflessione che ha tanti risvolti, spesso sottovalutati. Leggiamo insieme: "Essere conosciuti è prezioso. Ma anche chi ci ama può non capire. Può leggere male un silenzio. Può pensare che desideriamo spazio quando vorremmo vicinanza. Può offrirci una soluzione mentre avremmo bisogno di essere ascoltati. Esprimere un bisogno dà alla relazione una possibilità in più. «Oggi avrei bisogno di un abbraccio». «Vorrei raccontarti una cosa senza cercare subito una soluzione». «Quello che è successo mi ha ferito. Possiamo parlarne?» Parole semplici. A volte difficilissime, perché ci espongono alla possibilità che l’altro non risponda come speriamo. Ma ci permettono di uscire dalla prova silenziosa al...

Cercare, trovare, perdere, ritrovare

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"Chi è il solitario? Un desiderante che ha visto l’Amore toccarlo e poi dileguarsi". Le parole di Giuseppe Forlai, sacerdote ed eremita urbano, ancora una volta risvegliano il nostro interesse. Le parole come desiderio, amore, attirano sempre la nostra attenzione e ci riportano immediatamente al centro di noi stessi. Il solitario di cui parla il nostro autore è il monaco, ma non solo quello dei monasteri. È monaco nel profondo chi vibra a queste parole, chi cerca l'amore, senza che niente in questo mondo gli sembri sufficiente. Cercare, trovare, perdere, ritrovare, è un gioco, da bambini,  da innamorati. Ma è anche una fatica che vale la pena affrontare. Leggiamo insieme: "Chi è il solitario? Un desiderante che ha visto l’Amore toccarlo e poi dileguarsi. Ferito dalla Presenza non può che cercarlo come la sposa del Cantico dei Cantici: «Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato» (Ct 3,1). Così commenta in manier...

L'oceano delle Scritture. Isacco di Ninive

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L'illusione in quattro parole

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"Iniziare qualcosa è sempre bello. Diciamolo pure. Il cuore si dilata". Con queste parole Giuseppe Forlai, sacerdote ed eremita urbano, ci introduce nel discorso sul nostro cammino ostacolato dalle illusioni. Illusione e delusione sono sempre in agguato nel nostro cuore. Vigilanza e sobrietà ci sono necessarie per non cadere in trappola. La società in cui viviamo ci bombarda con promesse effimere: tutto e subito, soluzioni facili, e non tenere conto dei limiti. Abbocchiamo per fame. Continua il nostro autore: "Non bisogna cinicamente soffocare gli entusiasmi, basta avere un po’ di buon senso e ricordarsi prudentemente di non capitolare alle prime difficoltà. Prendiamo le mosse dalle illusioni: quattro  termini di uso comune ci possono istruire. Dunque, l’apprendista solitario – come ogni cercatore di Dio – dovrebbe eliminare dal suo “vocabolario interiore” queste parole: facile, subito, tutto, comunque. • Facile. Nella vita spirituale “facile” non esiste, ma non perché ...

Lodi di Dio Altissimo. Francesco d'Assisi

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 https://youtu.be/u5zNwNueSew?is=IYUGsXinzi8K_M2G Evidenzia la scritta sopra e apri il video 

Chiamare sorella la morte

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Chiamare sorella la morte è uno dei tanti doni sorprendenti che Francesco d'Assisi fa alla nostra fede e alla nostra vita. Oggi, nel giorno della sua festa, vogliamo riascoltare questa parola nel racconto che ne fa padre Alberto Maggi, noto biblista e animatore spirituale. Come per quasi tutti i santi, il giorno della memoria liturgica di Francesco coincide con il giorno della sua morte. È la nascita al cielo, la seconda nascita, come la chiamavano i primi cristiani. Francesco con le parole e la vita ha t dato un senso nuovo, evangelico, a tante cose dell'esperienza cristiana, rendendola più vicina alla Parola ispiratrice del Vangelo di Gesù. Accade così anche per la sua morte. Leggiamo insieme: "Mentre la Chiesa insegnava, con la sua autorità indiscussa, che la morte era entrata nel mondo come conseguenza del peccato originale, come un castigo per la trasgressione dell’uomo, Francesco la vive e la percepisce in modo completamente diverso. Egli non si perde in dispute teo...

Ripósati in Dio. Anselmo d'Aosta

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