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Pienezza che si dona

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Amare ed essere amati è l'avventura più grande della nostra vita. È un esperienza luminosa che nasconde qualche ombra. "Quante volte confondiamo l'amore con il bisogno?" si chiede Amadeo Furlan, suonando un campanellino d'allarme e accompagnandoci  a riflettere. Scrive: "L'amore autentico non nasce dalla mancanza. Nasce dalla pienezza. Due persone non diventano una. Restano due. Ed è proprio questa distanza, rispettata  e custodita, che rende possibile l'incontro. Pensiamo a un ponte. Un ponte unisce due rive. Ma soltanto perché ciascuna delle due rive rimane salda. Se una delle due crolla, anche il ponte perde il proprio significato. Così sono le relazioni. Non servono a cancellare le differenze. Servono a permettere alle differenze di collaborare. Forse è questo il passaggio più difficile della vita adulta. Imparare che chiedere aiuto non significa essere deboli. Dire di no non significa amare di meno. Prendersi cura degli altri non significa  dimen...

Una storia a sorpresa

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Non piace a nessuno una pianificazione minuziosa della vita. Spazi di novità, momenti in cui si rompono i rigidi protocolli, squarci di esperienze diverse dalla routine, li cerchiamo tutti. Certi fuori programma ci fanno riposare in qualche maniera. Cosa manca spesso nelle nostre giornate? La possibilità di sorprenderci, di non vivere tutto in modo ovvio, scontato. "Chi ha bisogno di sapere sempre cosa accadrà, spesso smette di accorgersi di ciò che sta già accadendo", fa notare Amadeo Furlan, che ci offre proprio di meditare sul lasciarci sorprendere. Scrive: "La frase lasciarsi sorprendere oggi viene spesso interpretata come: • ingenuità  • passività  • perdita di controllo  • impreparazione  • superficialità  • fiducia eccessiva  Ma forse il suo significato più profondo è un altro. Lasciarsi sorprendere non significa rinunciare a guidare la propria vita. Significa smettere di pretendere che la vita segua sempre il copione scritto dalla nostra mente. Ed è...

Restituire spazio al cuore

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Amadeo Furlan ci porta a riflettere su una parola che difficilmente sceglieremmo per il nostro tempo di meditazione: ossessione.   "L'ossessione promette il controllo. La pace nasce quando smetti  di voler controllare tutto." Tutti inciampiamo nel nostro bisogno di controllo, che in effetti creerà difficoltà con gli altri,  e ci tiene sempre tesi e preoccupati. Ma c'è una via alternativa, c'è un modo di disobbedire a questo impulso. Leggiamo insieme:   "La parola ossessione oggi viene spesso associata a:   fissazione dipendenza perfezionismo controllo ansia pensiero continuo   Ma forse l'ossessione non nasce dove pensiamo. Deriva dal latino obsidere. Significa letteralmente: assediare. Circondare una città. Impedirle di respirare. Bloccare ogni via d'uscita. Ed è esattamente ciò che accade dentro di noi. L'ossessione non entra all'improvviso. Arriva in silenzio. All'inizio sembra quasi un aiuto.   "Devo pensarci ancora un po'....

Esistere senza dividersi

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"Interezza non significa essere perfetti. Significa essere presenti. È il momento in cui smetti di inseguire pezzi di te e finalmente rientri a casa. La casa che sei". Con l'immagine della casa Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, ci accompagna nella riflessione sull'interezza. Interezza, unità, riunificazione interiore, sono parole che fanno da sfondo al desiderio di unità e di pace. Lavore in questa direzione, con il cuore e la mente, è costruire sulla roccia la nostra esperienza di vita. Leggiamo insieme: "Interezza: • Latino: integer – ciò che è integro, non spezzato, pieno • Greco: holos – intero, completo, totale • Ebraico: tamim – colui che cammina nella verità, senza doppiezza, senza frammentazione. L’interezza, originariamente, non è un ideale morale. È uno stato dell’essere. È la capacità di esistere senza dividersi, senza disconnettersi da sé. È la forza silenziosa di chi è unito dentro. L’interezza come ritorno a casa. Non siamo interi quando...

Presenza

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Divo Barsotti, guida spirituale e scrittore di mistica cristiana, ci mette davanti al fatto più semplice della fede: Dio è pura presenza. Non è mai assenza. La nostra scarsa familiarità con la presenza, a noi stessi ad esempio, ci tiene nella confusione. Dio è la Presenza! L'assenza ne accresce il desiderio,  l'attesa prepara alla presenza nel cuore. Ogni cosa è segno della sua presenza o apre al delirio di questa. È come un amore lontano, ma reso vicino dall'amore. Leggiamo insieme: "Una cosa bisogna notare: non è la presenza che è propria delle cose quaggiù, perché le cose quaggiù non sono totalmente presenti a me, né io sono totalmente presente a loro.  Chi di voi mi conosce, perché possiate dire che io vi sono presente? È una presenza molto limitata, imperfettissima; mi conoscete per nome, avete visto il mio volto. Vi posso dire di più: non solo io non sono presente a voi, né voi siete presenti a me, ma nemmeno io sono presente a me stesso, non so nemmeno che cosa ...

Amato e amante

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Divo Barsotti, sacerdote e scrittore di profondi testi di spiritualità, con il linguaggio ardito dei mistici scrive: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". È un cambio di prospettiva vertiginoso. L'umanità è l'obiettivo del suo amore, il fine dei suoi gesti che creano e salvano. "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". Sentirsi sotto gli occhi di Dio e nei suoi pensieri è esaltante e fa gustare tutta la forza della sua attenzione amorevole per noi.  Leggiamo insieme: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine, perché l'amato è sempre il fine dell'amante; l'amante tende ad amarlo e si ordina a lui, e Dio si è ordinato all'uomo. Si è ordinato all'uomo nello Spirito Santo perché, come si è detto all'inizio, lo Spirito Santo nella concezione trinitaria propria della teologia orientale è quella Persona divina mediante la quale Dio trabocca nella creazione; l'amore si effonde nella creazione dal Padre per il Figlio nello Spirito S...

Meta della preghiera

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Nella nostra vita c'è una relazione che ha una sua caratteristica particolare, nel senso che non è confinabile in una situazione precisa, ed è la preghiera, relazione con Dio.  Parlare della preghiera ci porta ed esporci alla forza di un mistero che in qualche modo ci supera. La nostra stessa esperienza ci dice che prima e dopo la preghiera c'è solo silenzio. La preghiera esige di essere pensata come parte della nostra vita, come nostra vita più profonda. L'altra sponda della nostra preghiera è sempre Dio, il Padre come lo chiama Gesù. Divo Barsotti, sacerdote e mistico del XX secolo, testimone e maestro di preghiera, ci aiuta a guardare la nostra preghiera in questa prospettiva. Leggiamo insieme: "Il mistero della preghiera cristiana termina precisamente in una nostra partecipazione al rapporto del Figlio Unigenito con il Padre celeste. Ma prima di arrivare a questo, la preghiera dell'uomo è il grido del malato, del morto che implora la salvezza di Cristo; è il gr...