Fare spazio
"La rinuncia non è perdere qualcosa. È smettere di tenere ciò che non è più vivo". Parola di Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, che ci aiuta a vedere nella luce giusta una realtà necessaria per coltivare la nostra libertà interiore. Perché rinunciare? A cosa rinunciare? L'idea non ci è simpatica perché la leggiamo come una imposizione a perdere un bene. E se fosse perdere un peso, una zavorra, un impedimento, per camminare più liberi? Proviamo con Furlan a guardare la cosa da un altro punto di vista: «La parola rinuncia porta con sé un significato molto più nobile di quello che le attribuiamo comunemente. • Latino – renuntiare: annunciare indietro, dichiarare che qualcosa non ci appartiene più Non è subire. È riconoscere. • Latino – nuntius: messaggero La rinuncia è un messaggio interiore: “Questo non mi serve più per crescere”. • Greco (concetto affine) – aphíēmi (ἀφίημι): lasciare andare, liberare, rimettere La stessa parola usata nei Vangeli per indicare il p...