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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Parole di libertà

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  "Non sei prigioniero della tua vita. Sei prigioniero delle parole con cui la racconti". Diamo la parola ad Amadeo Furlan perché ci aiuti ad entrare nella comprensione delle nostre esperienze di libertà e liberazione. La nostra libertà ha bisogno di essere continuamente liberata. Vigilare e lavorare per farlo  è necessario ogni giorno. La liberazione passa per una serie di trasformazioni interiori, passaggi del cuore che diventano svolte nella vita.  Sciogliere, liberare, superare vincoli, è la via di una liberazione continua che non bisogna mai smettere di percorrere. Scrive Furlan: "La parola liberazione viene spesso fraintesa. La immaginiamo come qualcosa che accade fuori: una situazione che cambia una persona che se ne va. un problema che si risolve. Ma la liberazione… non è un evento esterno. È un passaggio interno. Deriva dal latino liberare,  che significa: • sciogliere • rendere libero • togliere un vincolo E qui c’è il punto più importante. Molte persone...

Eternità nel tempo

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 Il Padre nostro è preghiera di tutti. Riconoscere la paternità di Dio, datore di vita, è possibile ad ogni cuore e ad ogni mente,  a chi sente che la vita è ricevuta in dono. È preghiera di gratitudine e di fiducia. Il "Padre nostro" pregato apre sempre alla speranza. Continuiamo ad ascoltare le riflessioni di una grande donna di pensiero e di speranza qual'è Simone Weil. "«Venga il tuo regno.» Si tratta di qualcosa che deve venire, che non c'è.  Il regno di Dio è lo Spirito Santo che colma tutta l'anima delle creature intelligenti. Lo Spirito soffia dove vuole. Non si può fare altro che invocarlo. Non bisogna neppure pensare d'invocarlo in maniera particolare su di sé, o su questo o su quello, o anche su tutti; bisogna semplicemente invocarlo, di modo che il semplice pensare a lui sia un appello, un grido: quando si è al limite della sete, quando si è ammalati di sete, non ci si raffigura più l'atto del bere in rapporto a se stessi e nemmeno l'a...

Appartenenza

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La preghiera è nel cuore di ogni uomo e ogni donna, a prescindere dalle convinzioni religiose  ed è perfino in chi non ha nessuna credenza. Nella storia dell'umanità la preghiera ha sempre alimentato la fede, l'arte, la vita, producendo speranza. Oggi sentiamo parlare spesso di "preghiera laica". Lo Spirito soffia dove vuole. Ne è un esempio Simone Weil, letterata, filosofa, cercatrice instancabile della Verità che, in una sua lettera, si lascia prendere dalla preghiera del "Padre nostro" e lo medita. Leggiamo insieme:  "«Padre nostro che sei nei cieli.»  Egli è nostro Padre; non c'è nulla in noi di reale che non proceda da lui. Noi gli apparteniamo. Egli ci ama, perché ama se stesso e noi siamo cosa sua.  Ma è il Padre che è nei cieli. Non altrove. Se noi crediamo di avere un padre quaggiù non è lui, ma un falso dio. Non possiamo fare un solo passo verso di lui: non si cammina verticalmente. Possiamo dirigere verso di lui soltanto il nostro sguardo...