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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Amato e amante

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Divo Barsotti, sacerdote e scrittore di profondi testi di spiritualità, con il linguaggio ardito dei mistici scrive: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". È un cambio di prospettiva vertiginoso. L'umanità è l'obiettivo del suo amore, il fine dei suoi gesti che creano e salvano. "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine". Sentirsi sotto gli occhi di Dio e nei suoi pensieri è esaltante e fa gustare tutta la forza della sua attenzione amorevole per noi.  Leggiamo insieme: "Dio ha fatto dell'uomo il suo fine, perché l'amato è sempre il fine dell'amante; l'amante tende ad amarlo e si ordina a lui, e Dio si è ordinato all'uomo. Si è ordinato all'uomo nello Spirito Santo perché, come si è detto all'inizio, lo Spirito Santo nella concezione trinitaria propria della teologia orientale è quella Persona divina mediante la quale Dio trabocca nella creazione; l'amore si effonde nella creazione dal Padre per il Figlio nello Spirito S...

Meta della preghiera

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Nella nostra vita c'è una relazione che ha una sua caratteristica particolare, nel senso che non è confinabile in una situazione precisa, ed è la preghiera, relazione con Dio.  Parlare della preghiera ci porta ed esporci alla forza di un mistero che in qualche modo ci supera. La nostra stessa esperienza ci dice che prima e dopo la preghiera c'è solo silenzio. La preghiera esige di essere pensata come parte della nostra vita, come nostra vita più profonda. L'altra sponda della nostra preghiera è sempre Dio, il Padre come lo chiama Gesù. Divo Barsotti, sacerdote e mistico del XX secolo, testimone e maestro di preghiera, ci aiuta a guardare la nostra preghiera in questa prospettiva. Leggiamo insieme: "Il mistero della preghiera cristiana termina precisamente in una nostra partecipazione al rapporto del Figlio Unigenito con il Padre celeste. Ma prima di arrivare a questo, la preghiera dell'uomo è il grido del malato, del morto che implora la salvezza di Cristo; è il gr...

Al servizio della vita.

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  «La domanda più importante non è: “Quanto vali?” Ma: “A chi sei utile?”» Così Amadeo Furlan ci porta a riflettere su un aspetto del significato del nostro vivere. La relazione con gli altri allarga il senso della nostra vita, la rende una vita impreziosita dal donarsi. Vivere solo per sé stessi alla lunga rende sterile il nostro passaggio in questo mondo. "Il mondo non ha bisogno di persone perfette. Ha bisogno di persone presenti". Essere utili aumenta il nostro sentirci vivi.  Scrive Furlan:   "La parola utilità oggi viene spesso associata a:   • convenienza • profitto • rendimento • funzionalità • vantaggio   Ma l’utilità autentica… è qualcosa di molto più profondo. Deriva dal latino utilitas, che significa: giovamento, beneficio, vantaggio reale, ciò che favorisce la crescita e il benessere. E forse qui si nasconde già il cuore di questa riflessione. Perché viviamo in un mondo che ci ha insegnato a chiederci continuamente: "Quanto sto ottenendo?" Mentre m...

Vivere sotto lo sguardo di Dio

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Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai, riflettendo sulla vita di s. Francesco d'Assisi, si soffermano a descrivere l'uomo reso nuovo dalla novità del Vangelo.  La fede nel Vangelo di Gesù porta novità  e "la gioia della Bontà". Emerge su tutto la bellezza del vivere sotto lo sguardo di Dio. È nuovo il rapporto con il Signore. "L’uomo nuovo è una persona che ha cambiato abitudini e stili di vita, ma soprattutto mentalità", scrivono i nostri autori. Leggiamo insieme: "L’uomo nuovo è colui che nella fede si è scoperto raggiunto e salvato da Cristo, instaurando cosí con Dio un rapporto inedito, non piú giocato sul mero adempimento di una legge, bensí sulla misericordia gratuita del Padre, che lo rende degno di stare alla sua presenza gratuitamente e non grazie a meriti da esibire. L’immersione nelle acque del battesimo sigilla una tale condizione inedita, gradita a Dio, “giustificata”. Non c’è piú bisogno di dimostrare niente a nessuno, non è piú necessario...