Vivere sotto lo sguardo di Dio


Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai, riflettendo sulla vita di s. Francesco d'Assisi, si soffermano a descrivere l'uomo reso nuovo dalla novità del Vangelo. 


La fede nel Vangelo di Gesù porta novità 
e "la gioia della Bontà".

Emerge su tutto la bellezza del vivere sotto lo sguardo di Dio.

È nuovo il rapporto con il Signore.

"L’uomo nuovo è una persona che ha cambiato abitudini e stili di vita, ma soprattutto mentalità", scrivono i nostri autori.

Leggiamo insieme:

"L’uomo nuovo è colui che nella fede si è scoperto raggiunto e salvato da Cristo, instaurando cosí con Dio un rapporto inedito, non piú giocato sul mero adempimento di una legge, bensí sulla misericordia gratuita del Padre, che lo rende degno di stare alla sua presenza gratuitamente e non grazie a meriti da esibire. L’immersione nelle acque del battesimo sigilla una tale condizione inedita, gradita a Dio, “giustificata”. Non c’è piú bisogno di dimostrare niente a nessuno, non è piú necessario essere all’altezza di nulla. 
Si vive abbandonati in Dio, e tanto basta. Francesco di Pietro di Bernardone, assetato di gloria e imbevuto di ideali cavallereschi, lasciando la casa paterna e i relativi beni, scoprirà cosa voglia dire vivere sotto lo sguardo di Dio e non sotto quello degli uomini.
L’uomo nuovo è anche una creatura innestata in Cristo: a partire dal battesimo il credente è «uno» con Gesú Signore e in lui rivive la sua morte e risurrezione. Cosí come Cristo ha sofferto anche il cristiano soffre, cosí come Cristo è risorto il credente risorgerà. Non si è piú individui solitari, ma si vive una vita sola, quella della grazia.
L’uomo nuovo è una persona che ha cambiato abitudini e stili di vita, ma soprattutto mentalità. Alla tristezza del peccato si inizia a preferire la gioia della Bontà. Questo passaggio, quando autentico e duraturo, non è frutto di ascesi scarnificante, quanto della pazienza di Dio, che opera un capovolgimento interiore, un cambiamento di sensibilità".

Una bella poesia Hermann Hesse ci sosterrà nel meditare:

"Come ogni fior languisce 
e giovinezza cede a vecchiaia, 
anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce, 
insieme ad ogni senno e virtù, 
né può durare eterna.

Quando la vita chiama, 
il cuore sia pronto a partire 
ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso
ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Dobbiamo attraversare spazi e spazi
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirito universale non vuol legarci
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d’infiacchire nell’ignavia;
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.

Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi;
della vita il richiamo non ha fine…
Su, cuore mio, congedati e guarisci!"

Commenti

  1. Come ogni
    fior languisce
    e giovinezza
    cede a vecchiaia,
    anche la vita
    in tutti i gradi suoi
    fiorisce,
    insieme
    ad ogni
    senno e virtù

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