Attratti da Dio
Jole Garofaro, studiosa della storia del monachesimo e della mistica, ci ricorda la vocazione di ogni credente ad una speciale intimità con il Dio vivente.
I monaci sono testimoni nel mondo di questo amore che dà dignità speciale ad ogni vita.
Tutti siamo chiamati all'amore di Dio.
Monaco non è solo chi vive in un monastero.
Esiste un monachesimo interiore che ci permette di vivere la nostra esistenza custodendo il fuoco dell'amore divino all'interno della nostra quotidianità.
Scrive la nostra autrice:
"Ogni vita, e specialmente la vita cristiana, è vocazione, vocazione unica e personale, che a sua volta contiene varie vocazioni, di vita religiosa o laicale, civile e professionale. Però c’è una vocazione che a un certo punto si manifesta in modo sconvolgente o soave, ma sempre trasformante,
in battezzati e in non battezzati:
è la chiamata alla conversione.
È un incontro a tu per tu con Dio che ha l'intensità della rivelazione, la potenza della conquista, la dolcezza e l’intimità di un riconoscersi nell’amore. È l’invito a un faccia a faccia con il Cristo-Verbo che attira l’anima nelle profondità di un rapporto trinitario.
È il richiamo all’unificazione dell’anima fuori
dalle infinite lotte e dissipazioni di un’esistenza disintegrante, all’unicità di una scelta, che da parte di Dio è sempre irrevocabile e da parte dell’uomo rimane libera, ma riguarda l’unica realtà per cui l’uomo è stato creato: è l’appello all'unione con Dio.
Unificazione, unicità, unione, quando l’anima risponde positiva- mente, costituiscono una unità, viva e irripetibile, il centro e il fuoco di una conversione, da chiunque questa vocazione sia percepita, accettata, vissuta. Può essere una bimba come Teresa di Lisieux o una monaca come Teresa d’Avila, un cristiano che vive il cristianesimo nella forma di una quasi inavvertita routine o un grande peccatore come ce ne sono stati tanti, noti
e ignoti, nella storia dell’umanità, un idolatra i cui idoli sono statue e feticci o figure e strutture della civiltà moderna, un ateo, marxista o no, come ce ne sono e ce ne saranno tanti, ora e in avvenire.
E tutti si trovano d’un tratto posseduti e innamorati di una nuova vita tutta e solo di Dio e con Dio, in una solitudine interiore o esteriore che consenta la dedizione all'unica cosa necessaria, la fruizione dell’Unico ormai desiderato, la perdita di sé nell’unico amore che nessun amore esclude e tutti li riassume.
E, in ogni vita, in ogni conversione, una vocazione monastica, anche se non è sempre vocazione al monastero. E non lo era, del resto, neppure agli inizi, quando, prima della vita cenobitica, la solitudine totale del deserto circondava coloro che vi si ritiravano a vivere da anacoreti.
Non è il monastero, certo, come non lo è l’abito,
a fare il monaco. Il monastero è piuttosto un’istituzione che organizza e facilita — fino a un certo punto — quel genere di vita a cui si sente attratto chi si propone di vivere la solitudine
con Dio".

"La perdita di sé nell’unico amore che nessun amore esclude e tutti li riassume."
RispondiEliminaVoglio perdermi in Te per ritrovarmi
Voglio smarrirmi in Te per essere trovata da Te.
"La perdita di sé nell’unico amore che nessun amore esclude e tutti li riassume."
RispondiEliminaVoglio perdermi in Te per ritrovarmi
Voglio smarrirmi in Te per essere trovata da Te.
Esiste
RispondiEliminaun monachesimo interiore
che ci permette di vivere
la nostra esistenza
custodendo
il fuoco dell'amore
divino all'interno
della nostra quotidianità
Questo è il monachesimo
ch
e mi è dato
da vivere...
Intimi
RispondiEliminaNell'accezione comune può essere inteso ANCHE un rapporto extraconiugale.....
Qui
L'intimità mi fa domande su come vivo IL RAPPORTO, l'unico Vero
Che
Conta.
Sono in cammino.
Devo stare più con Te,mio papà.
Intimo.
Donami questa gioia.
Amen