Dio si china sull'umanità
Ogni anno la Pasqua cristiana ci parla d'amore.
È una parola e un segno dell'amore di Dio per noi.
Ci ricorda che Dio si è chinato e si china con benevolenza sull'umanità intera.
Abbiamo bisogno di questa festa,
perché altrimenti perdiamo la memoria
della misericordia del Signore per noi.
Nella lettera enciclica "Dives in misericordia"
del 1980, Giovanni Paolo II esalta il senso
più profondo di questa festa.
Sono parole che ci fanno fermare e ci aiutano ad avere uno sguardo che va oltre la notizia e la sua comunicazione.
Serve attenzione alla vita e desiderio di luce, per guardare con profondità ad un segno mostrato a tutti.
Leggiamo insieme:
"La croce di Cristo sul Calvario è anche testimonianza della forza del male verso lo stesso Figlio di Dio, verso colui che, unico fra tutti i figli degli uomini, era per sua natura assolutamente innocente e libero dal peccato, e la cui venuta nel mondo fu esente dalla disobbedienza di Adamo e dall'eredità del peccato originale. Ed ecco, proprio in lui, in Cristo, viene fatta giustizia del peccato a prezzo del suo sacrificio, della sua obbedienza «fino alla morte». Colui che era senza peccato, «Dio lo trattò da peccato in nostro favore». Viene anche fatta giustizia della morte che, dagli inizi della storia dell'uomo, si era alleata col peccato. Questo far giustizia della morte avviene a prezzo della morte di colui che era senza peccato e che unico poteva - mediante la propria morte - infliggere morte alla morte. In tal modo la croce di Cristo, sulla quale il Figlio consostanziale al Padre rende piena giustizia a Dio, è anche una rivelazione radicale della misericordia, ossia dell'amore che va contro a ciò che costituisce la radice stessa del male nella storia dell'uomo: contro al peccato e alla morte. La croce è il più profondo chinarsi della Divinità sull'uomo e su ciò che l'uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi - chiama il suo infelice destino. La croce è come un tocco dell'eterno amore sulle ferite più dolorose dell'esistenza terrena dell'uomo, è il compimento sino alla fine del programma messianico, che Cristo formulò una volta nella sinagoga di Nazaret e ripeté poi dinanzi agli inviati di Giovanni Battista. Secondo le parole scritte già nella profezia di Isaia, tale programma consisteva nella rivelazione dell'amore misericordioso verso i poveri, i sofferenti e i prigionieri, verso i non vedenti, gli oppressi e i peccatori. Nel mistero pasquale viene oltrepassato il limite del molteplice male di cui l'uomo diventa partecipe nell'esistenza terrena: la croce di Cristo infatti ci fa comprendere le più profonde radici del male che affondano nel peccato e nella morte, e così diventa un segno escatologico. Soltanto nel compimento escatologico e nel definitivo rinnovamento del mondo, l'amore in tutti gli eletti vincerà le sorgenti più profonde del male, portando quale frutto pienamente maturo il Regno della vita e della santità e dell'immortalità gloriosa. Il fondamento di tale compimento escatologico è già racchiuso nella croce di Cristo e nella sua morte. Il fatto che Cristo «è risuscitato il terzo giorno» costituisce il segno finale della missione messianica, segno che corona l'intera rivelazione dell'amore misericordioso nel mondo soggetto al male. Ciò costituisce al tempo stesso il segno che preannuncia «un nuovo cielo e una nuova terra», quando Dio «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate»".

La Croce di Cristo, non è sacrificio, come possiamo intenderlo noi, ma puro atto di amore, per la nostra salvezza, un partorire nuovamente l'intera umanità a nuova vita. Accolgo, Signore, quest'amore, mi arrendo a questo tuo abbraccio, il tuo corpo trasfigurato
RispondiEliminaLa croce è
RispondiEliminail più profondo chinarsi
della Divinità sull'uomo
e su ciò che l'uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi -
chiama il suo infelice destino.
La croce è
come un tocco
dell'eterno amore
sulle ferite più dolorose dell'esistenza terrena dell'uomo,
è il compimento sino alla fine
del programma messianico.
La croce di Cristo sul Calvario è anche testimonianza della forza del male verso lo stesso Figlio di Dio!
RispondiElimina" La Croce di Cristo sul calvario sorge sulla via di quel mirabile comunicarsi di Dio all'uomo, in cui è al tempo stesso contenuta la chiamata rivolta all'uomo, affinché, donando se stesso a Dio, e con sé tutto il mondo visibile, partecipi alla vita divina, e affinché come figlio adottivo divenga partecipe della verità dell'amore che è in Dio e che proviene da Dio ".Dall'enciclica di Giovanni Paolo II "Dives in misericordia"
Che commento posso fare io di fronte a QUESTO ABBASSARSI a me,di DIO creatore!
Silenzio
Consapevolezza
Azione:amare!
Amen e grazie papà.
La croce è il più profondo chinarsi della Divinità sull'uomo e su ciò che l'uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi
RispondiEliminaGrazie per questo tuo chinarti che mi innalza, che mi risolleva dalla condizione di schiava a quella di figlia
La croce è come un tocco dell'eterno amore sulle ferite più dolorose dell'esistenza terrena...
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