L'infinito e il nulla
"Chi sono io e chi sei tu Signore?"
È il mantra che ha accompagnato Francesco d'Assisi nella sua preghiera profonda, all'interno dell' oscurità delle grotte che cercava per questo impegno.
Io e Dio uniti dalla preghiera.
L'infinitamente grande e il poco, il piccolo, che si incontrano e si amano.
È la preghiera, è il silenzio spirituale, è il desiderio che diventa comunione.
Dalle parole di Guidalberto Bormolini, monaco e maestro di meditazione, ci lasciamo accompagnare alla scoperta di questo mistero bello.
"Due realtà sono di fronte nella strada della meditazione, il tutto dell’Infinito e il nulla di noi stessi. Lentamente una ‘morte’ mistica del nostro ego deve portarci a fare spazio alla Sua parola. Nella spiritualità islamica il centesimo nome di Dio è indicibile, non perché sconosciuto, tantomeno per un segreto esoterico, è invece quella parola che Dio stesso dice nel cuore silenzioso del meditante. Nel buddhismo il silenzio su ciò che è mistero giunge fino a negare la negazione, perché il Nirvana è qualcosa «su cui è bello tacere». Molto spesso è il silenzio a istruire il meditante più che le parole. A un discepolo che chiedeva di ricevere l’insegnamento mistico su Brahman, un guru sapiente rispose: «Te lo sto già insegnando, ma tu non fai attenzione, questo Atman è silenzioso». Dall’Asia all’Africa, fino alle Americhe, la parola è il primo attributo dell’essere supremo, e talvolta è perfino musicale, ma scaturisce dal silenzio. Il silenzio, in molti miti, precede la parola creatrice, come nel muggito del toro celeste di Ahura Mazda dell’antico mito iranico, o nel racconto dei Veda dove echeggia il grido di una vacca luminosa nel cielo silenzioso. Thot, il dio egizio creatore della musica, della danza e della scrittura, generò gli altri dèi per mezzo di un grido di luce sgorgato dal silenzio.
Esiste anche una disciplina ascetica del silenzio, per condurre al dominio della lingua, esercitare il controllo della parola e limitare i danni dei discorsi inutili. Non c’è dubbio che sia meglio il silenzio che proferire parole sbagliate: i monaci di tutte le tradizioni, temendo la grande responsabilità della parola, hanno amato e lodato il silenzio più del parlare: «Di aver parlato – dice il beato Arsenio – mi son pentito molte volte, mai di aver taciuto».
Ma esiste anche un silenzio mistico, successivo a quello ascetico, che conduce all’ultimo passo della strada della meditazione: tacere per ascoltare Dio. Nella dottrina taoista «il grande tutto è eminentemente silenzio». Il Corpus Hermeticum dice che l’unione estatica è preparata solo dal silenzio: «Quando tu non potrai più dire nulla di Lui, solo allora lo vedrai; perché la conoscenza di Dio è divino silenzio e cessazione di tutte le nostre sensazioni»".

In questo mondo così caotico e confuso mi viene molto difficile fare silenzio
RispondiEliminaQuando tu
RispondiEliminanon potrai più dire nulla di Lui,
solo allora lo vedrai;
perché la conoscenza di Dio
è divino silenzio e
cessazione di tutte
le nostre sensazioni»".
Guidami in questo
cammino verso e
dentro il silenzio
mio Dio
"Tacere per ascoltare Dio"
RispondiEliminaAiutami, Signore, a fare tacere il mio ego, per lasciare spazio alla Te che sei Parola di vita eterna
Il silenzio mi spaventa, mi rattrista perché mi fa sentire sola, per questo chiedo a Dio di guidarmi Lui, di aiutarmi ad apprezzare anche il silenzio per essere in intima comunione con Lui.
RispondiEliminaIl grande
RispondiEliminaIl piccolo
Uno di fronte all'altro
Nella mia accezione il grande genera timore,riverenza sudditanza..
Ma questo "grande" che ho di fronte adesso, che timore mi può arrecare se addirittura è parte di me.
Donami sempre più momenti di silenzio, per ASCOLTARE la TUA vera grandezza.
Amen
"Quando tu non potrai più dire nulla di Lui, solo allora lo vedrai"
RispondiEliminaMeraviglioso!
La differenza tra descrivere un tramonto e ammirarlo fino a perdersi in esso...
Taci cuore mio e ammira Dio...
Nel Silenzio
RispondiEliminaparla l'Essenziale...
e mi ricorda che
mi basta la Tua Grazia, Pa'😇