Una storia a sorpresa


Non piace a nessuno una pianificazione
minuziosa della vita.

Spazi di novità, momenti in cui si rompono i rigidi protocolli, squarci di esperienze diverse dalla routine, li cerchiamo tutti.

Certi fuori programma ci fanno riposare in qualche maniera.

Cosa manca spesso nelle nostre giornate?

La possibilità di sorprenderci, di non vivere tutto in modo ovvio, scontato.

"Chi ha bisogno di sapere sempre cosa accadrà, spesso smette di accorgersi di ciò che sta già accadendo", fa notare Amadeo Furlan, che ci offre proprio di meditare sul lasciarci sorprendere.

Scrive:

"La frase lasciarsi sorprendere oggi viene spesso interpretata come:
• ingenuità 
• passività 
• perdita di controllo 
• impreparazione 
• superficialità 
• fiducia eccessiva 
Ma forse il suo significato più profondo è un altro.
Lasciarsi sorprendere non significa rinunciare a guidare la propria vita.
Significa smettere di pretendere che la vita segua sempre il copione scritto dalla nostra mente.
Ed è proprio qui che nasce una delle più grandi differenze tra la dualità e la consapevolezza.
Il cervello vive per prevedere.
Ogni mattina costruisce una mappa.
Immagina cosa succederà.
Come parleranno le persone.
Quali risposte riceverà.
Come andrà una riunione.
Come dovrebbe comportarsi il partner.
Come dovrebbero crescere i figli.
Come dovrebbe funzionare il lavoro.
La previsione diventa sicurezza.
E quando la realtà non coincide con quella previsione... inizia la sofferenza.
Non perché ciò che accade sia necessariamente negativo.
Ma perché è diverso.
Ed è straordinario osservare come moltissime persone non vivano il presente.
Vivono il confronto continuo tra ciò che accade... e ciò che avevano immaginato.
Così nasce la delusione.
La rabbia.
La frustrazione.
Il bisogno di controllare.
La rigidità.
Perché il cervello reattivo interpreta ogni sorpresa come una perdita di potere.
Come se dicesse: "Se non l'avevo previsto... significa che non sono al sicuro."
E allora prova a riprendere il controllo.
Controlla le persone.
Le emozioni.
Le parole.
Le relazioni.
Persino il futuro.
Ma più cerca di controllare...meno riesce a vivere.
MA ESISTE UN ALTRO MODO DI VIVERE.
È quello della consapevolezza.
La consapevolezza non elimina l'imprevisto.
Elimina la guerra contro l'imprevisto.
Chi vive nella consapevolezza non pretende che tutto vada come desidera.
Sa che ogni giornata contiene qualcosa che non aveva previsto.
E invece di irrigidirsi... si apre.
Perché ha compreso una cosa fondamentale.
La vita non cresce dentro ciò che conosciamo.
Cresce dentro ciò che ancora non conosciamo.
Lasciarsi sorprendere significa permettere alla realtà di raccontarci qualcosa che la nostra mente non aveva ancora immaginato.
PENSA A UN BAMBINO.
Un bambino piccolo riesce a stupirsi davanti a: una farfalla.
Una pozzanghera.
Una foglia che cade.
Una lumaca.
Un arcobaleno.
Noi adulti passiamo davanti alle stesse cose... e non vediamo più nulla.
Non perché il mondo abbia perso la sua bellezza.
Ma perché abbiamo perso lo stupore.
Abbiamo sostituito la curiosità con l'abitudine.
E quando non ci stupiamo più...iniziamo lentamente a sopravvivere invece che vivere.
C'È UNA DIFFERENZA SOTTILE.
La sorpresa arriva dall'esterno.
Lo stupore nasce dentro.
Puoi ricevere una sorpresa... senza provare meraviglia.
Oppure puoi osservare qualcosa che hai visto mille volte... e sentirti nuovamente vivo.
Lo stupore è uno stato della coscienza.
Non dipende dagli eventi.
Dipende dallo sguardo".


Commenti

  1. La consapevolezza
    non elimina
    l'imprevisto.
    Elimina la guerra
    contro l'imprevisto.
    Chi vive nella consapevolezza
    non pretende che
    tutto vada come desidera.
    Sa che ogni giornata
    contiene qualcosa
    che non aveva previsto.
    E invece di irrigidirsi... si apre.
    Perché ha compreso una cosa fondamentale.
    La vita non cresce
    dentro ciò che conosciamo.
    Cresce dentro ciò
    che ancora non conosciamo.

    RispondiElimina
  2. Lasciarsi
    sorprendere significa
    permettere alla realtà
    di raccontarci qualcosa
    che la nostra mente
    non aveva ancora
    immaginato.

    RispondiElimina
  3. Lo stupore
    è uno stato
    della coscienza.
    Non dipende
    dagli eventi.
    Dipende
    dallo sguardo".

    RispondiElimina
  4. "MA ESISTE UN ALTRO MODO DI VIVERE.
    È quello della consapevolezza."
    È la conversione dallo scriba al discepolo. Lo scriba racchiude tutta la vita, l'agire, il pensiero nella trappola del dovere e della legge, il discepolo è consapevole che la propria vita è nelle mani di Uno più grande e più forte della morte stessa, discepolo è colui che è sempre vuoto, povero di tutto, perché ogni giorno ha desiderio di vita piena, di coglier ed accogliere ogni istante, come dono e ricchezza, senza distinzione tra buono o cattivo, bello o brutto.
    Sorprendimi Signore anche in questo giorno, tutto è bello e buono se il mio sguardo è il Tuo

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Non azione ma relazione

Esistere senza dividersi

Camminare orientati