Reciprocamente
La dipendenza dice: "Ho bisogno di te per sapere chi sono."
L'indipendenza assoluta risponde: "Non ho bisogno di nessuno."
Entrambe sono illusioni.
C'è una via veramente alternativa a queste due illusioni di cui si nutre oggi tanta parte
della nostra società?
Lasciamo la risposta ad Amadeo Furlan, psicoterapeuta e formatore, che ha dedicato a questo tema molta parte del suo lavoro.
"La vera forza non nasce quando impari a non avere bisogno di nessuno. Nasce quando scegli di camminare con gli altri senza smettere
di essere te stesso".
E spunta una parola: interdipendenza.
Furlan continua dicendo:
"LE RADICI DELLA PAROLA
Interdipendente; inter (lat.) = fra, reciprocamente.
dependere (lat.) = essere collegato, sostenuto.
Essere reciprocamente connessi mantenendo il proprio equilibrio.
Le parole non sono soltanto strumenti per descrivere la realtà. Conservano la memoria del modo in cui l'umanità ha imparato a comprenderla.
Ci sono uomini che cambiano la storia con ciò che fanno.
E ce ne sono altri che la cambiano con il modo in cui scelgono di guardare l'essere umano.
Nelson Mandela appartiene a questa seconda categoria.
Ventisette anni di carcere sarebbero bastati a trasformare chiunque in un uomo consumato dall'odio.
Privato della libertà.
Separato dalla famiglia.
Costretto ai lavori forzati.
Umiliato ogni giorno.
Eppure, quando finalmente uscì dal carcere, non cercò vendetta.
Cercò qualcosa di molto più difficile.
La riconciliazione.
Molti interpretarono quella scelta come un atto di bontà.
Credo fosse qualcosa di ancora più profondo.
Mandela aveva compreso che nessun uomo può dirsi davvero libero se continua a vivere
dentro la prigione costruita dall'odio.
Aveva capito che la libertà non è soltanto una condizione politica.
È una condizione interiore.
Ma quella libertà interiore non nasce nell'isolamento.
Nasce nella relazione.
Per anni abbiamo pensato che diventare adulti significasse imparare a non avere bisogno di nessuno.
La cultura moderna ha trasformato
l'indipendenza in una virtù assoluta.
Essere autonomi.
Essere autosufficienti.
Non chiedere.
Non dipendere.
Come se la forza coincidesse con la solitudine.
Eppure basta osservare il corpo umano per comprendere che la vita funziona in modo completamente diverso.
Nessun organo vive per sé stesso.
Il cuore non trattiene il sangue.
Lo distribuisce.
I polmoni ricevono ossigeno soltanto
perché poi lo cedono.
Il cervello, pur rappresentando appena il due per cento del peso corporeo, sopravvive grazie al lavoro continuo di tutto il resto dell'organismo.
Ogni cellula conserva la propria identità.
Ma nessuna può sopravvivere separata dal sistema.
La biologia conosce una parola che noi abbiamo spesso dimenticato: interdipendenza.
Le neuroscienze mostrano che anche il cervello umano nasce così.
Alla nascita non possediamo la capacità
di regolare completamente le nostre emozioni.
Impariamo a farlo attraverso la relazione.
Il sorriso di una madre.
La voce di un padre.
Lo sguardo di chi ci accoglie.
La calma di qualcuno che ci aiuta quando siamo spaventati.
Il nostro sistema nervoso cresce imparando a sincronizzarsi con quello degli altri.
Solo più tardi quella regolazione esterna diventa autoregolazione.
Ed è qui che nasce la maturità.
Non quando smettiamo di avere bisogno degli altri.
Ma quando smettiamo di pretendere
che siano gli altri a vivere al posto nostro.
La dipendenza dice: "Ho bisogno di te per sapere chi sono."
L'indipendenza assoluta risponde: "Non ho bisogno di nessuno."
Entrambe sono illusioni.
La prima rinuncia a sé stessa.
La seconda rinuncia alla relazione.
L'interdipendenza percorre una strada diversa.
Dice: "Io sono responsabile della mia vita, e proprio per questo posso costruire relazioni libere."
Mandela lo aveva compreso.
Per questo, una volta diventato Presidente del Sudafrica, non cercò di sostituire
un potere con un altro.
Capì che una nazione divisa non può essere realmente libera.
La riconciliazione non significava dimenticare il passato.
Significava impedire che il passato continuasse a decidere il futuro.
Forse accade la stessa cosa anche nelle nostre relazioni.
Quante volte chiediamo a una persona di guarire ferite che non ha provocato?
Quante volte pretendiamo che qualcuno ci faccia sentire importanti perché noi non abbiamo
ancora imparato a riconoscere il nostro valore?"

"La vera forza
RispondiEliminanon nasce
quando impari
a non avere bisogno di nessuno.
Nasce quando
scegli di camminare
con gli altri
senza smettere
di essere te stesso".
La dipendenza dice:
RispondiElimina"Ho bisogno di te per sapere chi sono."
L'indipendenza assoluta risponde:
"Non ho bisogno di nessuno."
Entrambe sono illusioni.
La prima rinuncia a sé stessa.
La seconda rinuncia alla relazione.
L'interdipendenza percorre una strada diversa.
Dice:
"Io sono responsabile della mia vita,
e proprio per questo posso
costruire relazioni libere."
"Ogni cellula conserva la propria identità. Ma nessuna può sopravvivere
RispondiEliminaseparata dal sistema."
Abbiamo bisogno l'uno dell'altro per poter crescere, maturare, arricchirci di ogni diversità.
Non litigi, ma confronti. Non dittature, ma aperture. Non conformazioni, ma realizzazioni.