Un cammino che trasforma
Fare con pazienza e amore la lectio divina di una pagina della Bibbia è sempre sorprendente.
La Sacra Scrittura era considerata dai padri della chiesa come il giardino delle origini in cui Dio e l'uomo passeggiavano felici.
Leggere, meditare, pregare, contemplare la Parola di Dio è sempre fonte di luce e di consolazione.
Ogni libro della Bibbia ha un suo stile particolare e un messaggio originale da consegnare al nostro cuore.
Il Libro di Tobia, per esempio, si può leggere come un itinerario di guarigione interiore e di maturazione affettiva, dove il viaggio del giovane Tobia diventa la parabola del distacco, del superamento delle paure e della riconciliazione familiare.
Il libro descrive, tra le righe, delle vere e proprie tappe di questo percorso.
Il distacco e l'uscita dall'infanzia: Tobia lascia la casa protettiva dei genitori per intraprendere un viaggio reale e simbolico che lo trasforma da figlio dipendente a uomo adulto.
La prova e la paura: L'incontro con il pesce nel fiume Tigri rappresenta il confronto col male e con le proprie angosce profonde; catturarlo è imparare ad integrare le difficoltà anziché fuggirle.
L'accompagnamento terapeutico: La presenza dell'angelo Raffaele (il cui nome significa "Dio guarisce") simboleggia la guida saggia che non sostituisce il viaggiatore, ma cammina al suo fianco insegnandogli un metodo per affrontare i problemi.
La liberazione affettiva: L'incontro con Sara e la sconfitta del demonio Asmodeo rappresentano la liberazione dai blocchi legati alla sessualità, alla colpa e al passato, permettendo l'inizio di una relazione di coppia matura.
La restituzione della vista: Il fiele del pesce applicato agli occhi del padre Tobi guarisce la cecità, simboleggiando il rinnovamento dello sguardo con cui le generazioni imparano a vedersi reciprocamente nella verità.
Passi di vita, di fede,
che guariscono nel profondo.
Una prima lettura del libro tutta d'un fiato ci farà entrare nello spirito giusto per avventurarci in questo itinerario.
Intervisto idealmente Tobia chiedendogli di presentarsi e già da subito le sue parole sono rivelattive:
"Mi chiamo Tobia. Non il vecchio, mio padre — anche se porto il suo stesso nome, come si usa fare quando si vuole che una casa non dimentichi da dove viene. Sono il figlio. Quello che è partito ragazzo per Rages di Media con uno sconosciuto per compagno, e che è tornato uomo, con una moglie, un'eredità e un padre che finalmente tornava a vedere il sole.
Vi racconto questa storia come l'ho vissuta: da dentro. Non so ancora, mentre cammino, che il mio compagno di viaggio è un angelo. Non so, mentre mio padre siede cieco nella sua stanza, che sta pregando la stessa preghiera di una ragazza che non ho mai incontrato, a giorni di cammino da qui.
Lo scoprirò strada facendo, come tutti. È così che Dio agisce di solito: non con il tuono, ma tessendo fili che noi vediamo solo a cose fatte".
Mi viene da pregare con un salmo di pellegrinaggio, predisponendo così il mio cuore alla terapia che questa parola opera nella mia vita:
"2 Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore delle schiere del cielo!
3 L'anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
4 Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
5 Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
6 Beato l'uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
7 Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia
l'ammanta di benedizioni.
8 Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.
9 Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
10 Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
11 Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.
12 Perché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina nell'integrità.
13 Signore delle schiere del cielo,
beato l'uomo che in te confida".
(Salmo 84)

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