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Fiamma che accende ogni vita.

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Parlare dell'amore è sempre bello e necessario. Solo così si va al cuore di ogni esistenza. Non è un qualsiasi argomento, è il tema per eccellenza di ogni poesia, di ogni canzone, anche quando l'amore è negato o ferito. Corrado Pensa, insegnante di meditazione buddista, scrive: "Pensiamo all’amore  come fiamma  senza cui la vita  si spegnerebbe.  Al desiderio di essere amati  e a quello di amare,  in tutte le sue forme,  dal desiderio di diventare la realtà più preziosa per un’altra persona alla gioia di amare;  pensiamo alla felicità di essere salutati con un sorriso affettuoso e di ricambiare quel sorriso,  al bisogno di amore,  al desiderio di innamorarsi, all’intenzione di avere un bambino e alla felicità di prendersene cura.  Le varie forme di amore  sono essenziali alla vita  e la dimensione dell’amore è enorme;  a volte non ce ne accorgiamo,  ma è spesso presente dietro  ogni atto spontaneo di gentile...

Allontana, Signore, la notte oscura.

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Dalla Turchia antica, una voce poetica e credente apre spesso il mio meditare.  È la voce di Efrem il Siro, morto nel 373, teologo cristiano e cantore della vita nello Spirito. I suoi poemi mi permettono spesso di accendere la meditazione e la sostengono con la grazia di una poesia che attinge dalla fede le sue immagini più belle.  Insieme leggiamo e meditiamo una sua omelia poetica: "Con il giorno luminoso della tua conoscenza, allontana, Signore, la notte oscura, perché la nostra intelligenza illuminata ti serva con una purezza tutta nuova. Il principio della corsa del sole segna per i mortali l’inizio del lavoro: prepara nelle nostre anime, Signore, una dimora per quel giorno che non conosce tramonto. Concedi di vedere in noi la vita della risurrezione e riempi i nostri cuori delle tue delizie eterne. Imprimi in noi, Signore, con la nostra fedeltà nel servirti, il segno di quel giorno che non dipende né dal sorgere, né dalla corsa del sole. Ogni giorno, ti abbracciamo...

L'arte di essere semplici

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Carl Gustav Jung, celebre psicoanalista e filosofo del secolo scorso, così scrive nella sua "Lettera ad una donna cristiana": "Vi ammiro, voi cristiani, perché identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo, e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù. Ciò che mi è più difficile comprendere è la difficoltà che avete di riconoscere Gesù nel povero che è in voi. Quando avete fame di guarigione o di affetto, perché non lo volete riconoscere? Quando vi scoprite nudi, quando vi scoprite stranieri a voi stessi, quando vi ritrovate in prigione e malati, perché non sapete vedere questa fragilità come la persona di Gesù in voi? Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo...  Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad...

Tu sei indulgente

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Parole come misericordia, compassione, tenerezza, perdono, sono riferite a Dio e al suo rapporto con l'umanità. Sono parole preziose e piene di vita che hanno il potere di riaccendere in noi la speranza.  Ognuna di queste parole merita il nostro tempo di meditazione. Ognuna di queste parole porta frutti sempre nuovi nella vita e nel cuore. In questi giorni di pellegrinaggio interiore verso la luce crescente della Pasqua, un testo ritorna a far crescere la mia consapevolezza della benevolenza di Dio per noi. Il capitolo 11 del libro della Sapienza è una pagina alla quale ritorno spesso per attingere olio per la mia lampada.  "Tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qual...

Signore, amami teneramente.

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Rileggiamo e meditiamo insieme il salmo 103.  Se dovessi perdere tutta la Bibbia,  se andassero persi i Vangeli, questo salmo da solo mi basterebbe per alimentare la mia speranza, per tenere sveglia la mia possibilità di amare.  Nessun salmo proclama con più chiarezza che "Dio è amore". Più di ogni altro salmo narra la debolezza umana e la compassione, la tenerezza di Dio per noi.  Quale volto di Dio il salmo ci lascia intravedere? Un Dio visceralmente innamorato della Sua creatura,  dall’amore forte e fedele,  e insieme infinitamente capace  di tenerezza. Infatti "non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe". Chi è l'uomo dalle cui labbra sgorga questa preghiera? "L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni! Come un fiore di campo, così egli fiorisce". Da qui nasce il tante volte ripetuto "Benedici". È canto di benedizione e di gioia per l'esperienza continua dell'amore fedele di Dio. "Benedici il S...

Amore che chiama all'esistenza.

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  "Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato".  Così scrive Giovanni nel suo Vangelo (1,8). Ci mancano le parole per parlare di Dio. Gesù ce ne ha date poche, ma tutte fondamentali, preziose e parlando di Dio lo chiama Padre, Spirito, Figlio. Tutto questo in un unico grande grembo che li tiene insieme.  Ragionarci sopra non porta da nessuna parte.  Lasciarsi prendere dalle parole del Vangelo e runinarle di continuo ci apre ad una comprensione. Con-prendo quando queste parole portano Dio nel mio profondo dove tutto ne viene illuminato.  È quello che fa Bruno Forte in questa meditazione, in cui le parole chiave del Vangelo su Dio tornano e rivelano luci nuove. "Padre, Dio della prima Origine  che da esistenza al cielo e la terra,  Origine e principio  di ogni vita,  Sorgività dell'Amore,  Inesauribile Sorgente  di ciò che esiste,  Sorgente eterna della Divinità,...

Egli è il tutto

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Chi si è mai stancato di una notte stellata, di una distesa di neve, di un ruscello? Chi può resistere alla gioia di un tramonto, al silenzio di un'alba, alla quiete di un bosco? Contemplare è un arte per tutti. Contemplare è l'arte della meraviglia e della gratitudine. Lasciare la routine di ogni giorno e camminare a piedi nudi su di un prato, fa nascere nel profondo una preghiera senza parole.  Il capitolo 43 del libro del Siracide vuole suscitare in noi il desiderio e la memoria di questi momenti, perché, anche nelle nostre giornate piene da ogni impegno, il cuore possa riposare nella contemplazione. Nella natura troviamo riposo.  Contemplare la natura con gli occhi del cuore ci fa entrare nella serenità e nella pace. Sono preziosi momenti in cui fiorisce e viene sussurrato un "grazie".  Leggiamo, preghiamo insieme, lasciandoci portare dalle meravigliose immagini.  "1 Vanto del cielo è il limpido firmamento, spettacolo celeste in una visione di gloria. 2 Il so...