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Natale: Dio continua ad amare

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In questo giorno di festa,  il cuore ha bisogno  di cantare gratitudine  ad un Amore che ha superato  ogni distanza.  La "strada" tra noi e Dio  l'ha percorsa interamente lui  diventando per sempre l'Emmanuele,  il Dio con noi.  Le parole di papa Francesco  ci aiutino a coltivare  la gioia del Natale di Gesù. "Dove nasce Dio, nasce la speranza: Lui porta la speranza.  Dove nasce Dio, nasce la pace.  E dove nasce la pace,  non c’è più posto  per l’odio e per la guerra. A questo ci chiama il Natale:  a dare gloria a Dio, perché è buono, è fedele, è misericordioso. In questo giorno auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù. Auguro a tutti di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo. Natale ci ricorda che Dio continua ad amare ogni uomo, anche il peggiore. A me, a te, a ciascuno di noi oggi dice: “Ti amo e ti amerò sempre, sei prezioso ...

Sperare insieme

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La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi. (Georges Bernanos) Di sperare c'è sempre bisogno: per non affossare il piede nelle difficoltà dell'oggi; per non perdere lo slancio del cammino; per non chiudere gli occhi all'orizzonte. Una preghiera-meditazione di Davide Maria Turoldo ci sosterrà nel coltivare la fragile ma vitale pianticella della speranza, contagiandoci la voglia di continuare a tenere accesa la nostra lampada. "Oh, se sperassimo tutti insieme tutti la stessa speranza e intensamente ferocemente sperassimo sperassimo con le pietre e gli alberi e il grano sotto la neve e gridassimo con la carne  e il sangue con gli occhi e le mani e il sangue; sperassimo con tutte le viscere con tutta la mente e il cuore Lui solo sperassimo; oh se sperassimo tutti insieme con tutte le cose sperassimo Lui solamente desiderio dell'intera creazione; e sperassimo con tutti i disperati con tutti i carcerati come i minatori quando escono dalle vi...

Amare Dio senza perché

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C'è una pagina di Meister Eckhart, mistico tedesco medievale, che mi affascina per la sua profonda misteriosità. È una vera sfida alla mia visione di fede. Ogni volta mi costringe ad un nuovo punto di vista su Dio.  Dal Dio altro da me al Dio in me, è un passaggio necessario che il Vangelo insistentemente mi chiede. Sapersi abitato da Dio, sapere che la mia anima è il suo cielo, toglie il fiato. Ma Eckhart chiede ancora un altro passo, ancora più sorprendente e profondo.  Leggiamo insieme: "Il Padre genera  incessantemente il Figlio.  Quando il Figlio è generato, non prende niente dal Padre, perché ha tutto, ma quando il Padre lo ge­nera, egli prende dal Padre.  Di conseguenza, noi non dobbiamo desiderare nulla da Dio, come se fossimo estranei. Nostro Signore dice ai suoi disce­poli: Io non vi ho chiamato servi, ma amici. Chi desidera qualcosa dall'altro  è un servo, e chi ricom­pensa  è un signore. Mi chiedevo di recente se vo­lessi ricevere o desider...

Vieni di notte

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L'oscurità può ospitare la speranza? Nella notte si può rimanere fiduciosi? Nel buio può trovare spazio la serenità? La notte è tempo sospeso. La notte è tempo di attesa. La notte è tempo di invocazione. La notte è spesso simbolo di solitudine e silenzio.  La notte oscura di tanti mistici ci mostra la bellezza e la fatica di ogni notte. Guidati dalle parole di Davide Maria Turoldo lasciamoci coinvolgere dalle invocazioni che illuminano la nostra notte interiore. "Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre, Signore. Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi: e dunque vieni sempre Signore. Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre Signore. Vieni a cercarci,...

Rivelami il mistero

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Sapere di essere figli di Dio ci lascia continuamente pieni di stupore e di fiducia.  È da questa realtà che parte la scoperta della nostra identità più profonda, che effonde la sua luce su tutta intera la nostra esistenza.  Chiamare Dio "Padre" è il primo frutto della sua paternità. La sorgente della vita, la luce in ogni attimo di esistenza, è Padre, cioè compagnia tenera e premurosa di chi si prende cura senza sosta.  Lasciamoci accompagnare dalla voce di Paramahansa Yogananda, mistico e filosofo indù del secolo scorso, nella contemplazione della bellezza, della paternità di Dio nella nostra vita. "Amato Padre,  rivelami il mistero  della mia esistenza!  Insegnami ad adorarti  nella condizione di libertà  dal respiro e dalla morte. Consuma la mia ignoranza  nel fuoco della devozione.  Vieni nella quiete della mia anima, o Padre, vieni!  Pren­di possesso di me  e fai ch'io senta,  in me e at­torno a me,  la tua pres...

Mio soffio e mia vita

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Niente come la luce rallegra il nostro cuore e i nostri occhi.  Dio è Luce. La vita cerca continuamente la luce.  La parola poetica e credente di Simeone il Nuovo Teologo, monaco della chiesa orientale morto nel 1022, mette sulle nostra labbra le parole più belle per dare voce al cuore.  Queste invocazioni, alla luce e alla sorgente della vita che è il Signore, sostengono il nostro cuore nella lotta quotidiana.  Invocare, rinnovare la memoria della promessa, ricordare le cose più preziose al nostro cuore distratto, ci apre il cammino verso il meglio e libera il cuore dalle ristrettezze del momento.  Con fiducia, con apertura di cuore alla vita e ai suoi tesori, con gli occhi rivolti al Dio vivente, diciamo: «Vieni, o vera luce.  Vieni, mistero nascosto. Vieni, tesoro senza nome.  Vieni, felicità interminabile. Vieni, luce senza tramonto. Vieni, attesa di tutti coloro che devono essere salvati. Vieni, risveglio di coloro  che sono stati addormentat...

Quattro atteggiamenti

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Una pagina di Carlo Maria Martini ci offre una visione interessante per la nostra esperienza di questo tempo. Siamo in attesa, con gli occhi puntati al futuro per cercare finalmente il nuovo. Attendiamo tutti un cenno che ci dica che è finita la situazione di restrizione che viviamo.  Speriamo ogni giorno che tutto finalmente si sistemi e si possa riprendere a camminare senza la paura che tutto si blocchi ancora una volta.  Come vivere il presente?  Quali atteggiamenti aiutano?  Leggiamo insieme: "Sottolineo quattro atteggiamenti che, a partire dalla sua esperienza a Nazareth, Gesù sembra raccomandarci. - Il primo è quello della presenza al presente. Noi siamo sovente protesi al futuro, a quanto verrà. Talora è necessario, e tuttavia l'ansietà per il domani non deve mai distoglierci dal presente, che allora può anche essere luogo di serena programmazione. C'è un imperativo molto saggio e ricco di contenuto nell'Imitazione di Cristo: «Age quod agis!». Scrivi, canta, l...