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Vegliate su voi stessi

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Usando la rete per meditare mi è venuta incontro una strana poesia.  Si tratta di “Per quanto puoi”  di Konstantinos Kavafis, poeta greco dei primi Novecento. "E se non puoi fare della tua  vita quel che vuoi, in questo almeno sforzati per quanto puoi: non umiliarla nella troppa familiarità con il mondo, nel viavai della gente, nelle chiacchiere. Non mortificarla portandola qua e là, andando per le strade, e non esporla alle sciocchezze di ogni giorno delle relazioni, dei vincoli, fino a renderla estranea, molesta". Due strofe asciutte che richiamano la necessità di non buttare via la propria vita, di non svilire la propria esistenza. Vigilare, custodire, impegnarsi a che la vita resti tale e cresca in fecondità è impegno che ogni persona che vuole crescere spiritualmente assume. La vigilanza come stile di vita è indispensabile. Lasciamo alle parole di Enzo Bianchi il farci gustare e apprezzare questo tipo di impegno spirituale. Scrive il fondatore del monaste...

Contemplare l'invisibile

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In questi giorni ho riletto più volte e meditato l'ultimo testo pubblicato di Antonio Pitta, sacerdote e biblista, straordinario conoscitore delle lettere dell'apostolo Paolo. È tornato alla casa del Padre pochi giorni fa e questo suo scritto è un vero testamento, una sintesi stupenda sulla sua concezione di speranza appresa dalla meditazione incessante delle lettere di Paolo.  «La speranza non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).  È questo il cuore della fede di Paolo.  Quella dei discepoli di Gesù  non è una speranza infondata.  La delusione nasce da speranze fasulle fondate su convincimenti umani, sulla necessità di sperare pur non vedendo segni di questa possibilità. La vita è inesorabile con le nostre illusioni e false convinzioni. Leggiamo insieme: "A scanso di esiti scontati, l’evangelo della speranza è attraversato dal paradosso. Modello della speranza par...

Nel segreto

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"Interior intimo meo et superior summo meo – più interiore della mia intimità e più elevato della mia sommità", è così che Agostino, nelle Confessioni, definisce Dio in relazione con la nostra vita.  Intimità non ha a che fare con intimismo. Nell'esperienza della preghiera è importante la differenza. Intimità è custodire un tesoro prezioso dalla curiosità e dalla dispersione. Intimismo è chiusura fine a se stessa che isola, che esclude. "Rimanete in me e io in voi" (Gv 15,4). È così che il Vangelo esprime l'intimità con Dio, e indica una camera segreta, lontana da occhi insicreti, in cui coltivare la relazione profonda con il Dio vivente (cfr. Mt 6,6). L'intimità spirituale dà profondità alla realtà. È in questa direzione che la riflessione di Giuseppe Forlai, sacerdote e autore spirituale, vuole condurci. Leggiamo insieme: "Preghiamo in segreto perché il Padre ama l’intimità. Dio è più intimo a me di me stesso o – come insegna la mistica i...

Innocenza

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L'esperienza della colpa, la consapevolezza dell'errore, ci toglie l'innocenza, ci apre la via alla sfiducia in noi stessi e nella nostra storia. Ritenerci innocenti, avere la libertà del cuore e la luce negli occhi, che rende bello e possibile ripartire dopo ogni errore, è un'illusione? La Bibbia dice che è il Signore a renderci innocenti, è lui che ricopre il nostro peccato con la sua misericordia. Anna Lécu, suora domenicana autrice di testi di spiritualità, ci accompagna, con sapienza biblica a scoprire questa dimensione essenziale della spiritualità evangelica. "Il segreto di Dio è la sua misericordia. Dio che è inattaccabile dal male (la Bibbia parla di "collera di Dio") si lascia attaccare e scoprire per restituirci l'innocenza. Il primo povero è il nostro Dio. La misericordia di Dio è generosa e gioiosa. Non è la commiserazione del ricco che si piega sul povero. Gesù si fa uno di noi affinché possiamo finalmente credere che gli ass...

Abitare Dio

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Qual'è la vocazione originaria di ogni uomo e ogni donna che vengono al mondo? La domanda forse è troppo radicale ma lecita. La Parola di Dio ci spinge a farla e la stessa Parola ci apre una via alla risposta. La storia di Adamo ed Eva è storia di ognuno di noi. Sono specchio della nostra umanità visitata dal divino. Una parola precede la nostra stessa esistenza. Quale? Anna Lécu, suora domenicana autrice di testi di spiritualità, ci introduce a meditare su tutto questo, alla luce della fede e della speranza che ci abitano. «All'inizio, Adamo, maschio e femmina, non soltanto abita con Dio ma abita Dio. Non c'è differenza tra il suo modo di essere e quello del suo creatore. Forse la nudità di Adamo significa semplicemente questo. C'è da scommettere, per anticipazione, che questo racconto delle origini non ci narra solo la storia di un paradiso perduto ma molto di più; ciò a cui siamo tutti chiamati: abitare con Dio, abitare Dio. È ciò che dice san Paolo nella...

Chiarezza dell'amore

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"Se l’amore non ho, io sono un niente" (1Cor 13,2) scrive Paolo apostolo in una delle sue lettere. A commento delle parole di Paolo leggiamo un brano di Dietrich Bonhoeffer, pastore evangelico fatto assassinare da Hitler. Di lui si conservano alcuni brani di prediche, che racchiudono tanta sapienza.  Da uomo del suo tempo è consapevole che "la verità è chiarezza dell’amore o non è niente". «“Se l’amore non ho, io sono un niente”.  Conoscenza, sapere, verità senza amore è un niente, non è verità.  Infatti verità è Dio e Dio è amore. Perciò la verità senza amore è menzogna e nulla.  “Professate la verità nella carità”, dice Paolo in un altro punto.  Verità per se stessa, verità detta nell’inimicizia, nell’odio, non è verità, ma menzogna; infatti la verità pone davanti a Dio e Dio è amore. La verità è chiarezza dell’amore o non è niente. Ma abbiamo ancora trascurato una piccola frase, che sta in mezzo;  in questa frase è svelato davanti a noi un te...

Pazienza

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Qualcuno ha scritto: "La pazienza è l'arte di sperare".  (Luc de Clapiers) Papa Francesco, nella lettera per il giubileo del 2025 ci offre una riflessione sulla speranza. Un passaggio del testo mette in relazione speranza e pazienza. Per definizione la pazienza comprende animo sereno e tranquillità nell'accettazione delle varie avversità della vita. Richiama anche calma, costanza, assiduità, nella perseverante realizzazione di un progetto. È proprio vero allora che speranza e calma vanno a braccetto. Leggiamo insieme: "Siamo ormai abituati a volere tutto e subito, in un mondo dove la fretta è diventata una costante. Non si ha più il tempo per incontrarsi e spesso anche nelle famiglie diventa difficile trovarsi insieme e parlare con calma.  La pazienza è stata messa in fuga dalla fretta, recando un grave danno alle persone. Subentrano infatti l’insofferenza, il nervosismo, a volte la violenza gratuita, che generano insoddisfazione e chiusura. Nell’epoc...