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Bellezza che guarisce

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La parola Dio evoca tante cose. Spesso purtroppo una pesante idea di doveri e osservanze la rendono poco attraente. Chi vive di Dio e si nutre della sua presenza ha un'altra visione del mistero divino. Le immagini e metafore usate rivelano come è percepito nel profondo il rapporto con Dio. Un testo apocrifo dell'Antico Testamento, le "Odi di Salomone", contiene 42 inni composti nel primo secolo dopo Cristo in ambiente cristiano. Ne leggiamo uno insieme.  Tantissime immagini in poche righe per dire la bellezza di Dio, la sua luminosità, la sua contagiosa sapienza. Leggere inni così porta luce interiore e guarisce i nostri occhi da tristi immagini divine. Ecco l'inno: "Gioia è il sole per chi desidera la luce,* gioia del mio cuore è il Signore. Egli è il mio sole, i suoi raggi mi hanno risvegliato,* la sua luce ha tolto ogni ombra dal mio volto. Per opera sua ho acquistato la vista,* e vedo il suo giorno santo. Lui mi ha dato l'orecchio interiore,* posso as...

In cielo c'è una stella

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  Vi propongo un piccolo esercizio di poesia. Perché farlo? "Abitare poeticamente il mondo o abitare umanamente il mondo, in fondo, è la stessa cosa".  Sono parole di Christian Bobin (nato nel 1951) scrittore e poeta francese.  Dice della sua esperienza: “Scrivere è un modo di rispondere alla vita. Abbiamo sempre bisogno di rispondere a un dono con un altro dono, non per sdebitarci, ma per continuare a donare e ricevere, senza fine”. Riconoscere nella vita un dono incessante non significa negarne l’irrimediabile dualità: “il fondo della vita è terrificante e bello, le due cose allo stesso tempo”. Leggere i suoi scritti è come guardare tanti piccoli quadretti naif, lasciarsi prendere da immagini e colori, per sognare e riflettere. Leggiamo insieme:                            *** In cielo c’è una stella per ciascuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri errori non possano mai offuscarla. Il gi...

La mia religione è l'amore

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Una espressione che ho trovato negli scritti di Teresa d'Avila mi sostiene nella meditazione: "Cercati in me, cercami in te".  È un invito che il Signore rivolge alla monaca spagnola per orientare la sua meditazione nella direzione di reciprocità e di appartenenza.  Quando mi rivolgo al Signore lo penso di fronte a me? Sopra di me? Lontano da me? Fuori di me?  "Io sono in voi e voi siete in me"  dice Gesù nel Vangelo.  Crescere nella consapevolezza di questa reciproca inabitazione apre il cuore e la vita ad una profonda esperienza della presenza di Dio.  Nei versi del mistico islamico turco Yunus Emre, vissuto nella seconda metà del 1200, ho trovato ispirazione per alimentare questa esperienza nel mio cuore. Leggiamola insieme: "Amanti, oh! amanti!  Ho visto il volto dell'Amato, la mia religione è l'amore, ogni dolore è musica nuziale! A Te, mio principe, ho offerto l'essere, l'ho passato dalle mie mani alle tue, la ricchezza e il tesoro del...

Parole per il silenzio

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  Perché i testi religiosi, che sono fatti di parole, esaltano il silenzio? Si scrivono grossi libri o si fanno lunghe conferenze per dire che è necessario fare silenzio. Un paradosso? Un argomento che è negato proprio mentre è esaltato?  La realtà è molto più profonda, se si pensa al parlare di Dio. Le parole umane sono sempre inadatte a dire il mistero profondo, mentre tante esperienze testimoniano l'efficacia del silenzio accogliente davanti al mistero.  Non abbiamo tutte le parole che ci servono per dire la nostra esperienza di Dio e alla fine il silenzio prende il posto di ogni altra esperienza.  Scrive Tommaso d'Aquino: «Dio viene onorato con il silenzio non perché di lui non si dica nulla,  o non si indaghi nulla, ma perché, qualunque cosa diciamo o indaghiamo su di lui, siamo consapevoli che abbiamo fallito nella nostra comprensione». Dio è più grande del nostro cuore, leggiamo negli scritti dell'apostolo Giovanni. Perciò è necessario abbandonare ogni pr...

Reso giusto

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  Davanti a Dio è difficile per l'uomo stare. Ogni Scrittura Sacra, a qualunque religione appartenga, registra questa difficoltà e la risolve in modi diversi. Dio è santo, l'uomo no; Dio è puro, l'uomo no; Dio è perfetto, l'uomo no; Dio è giusto, l'uomo no.  Eppure ogni uomo sente che la relazione con Dio è la relazione madre di tutte le relazioni. Non ci si può sottrarre neanche negandone l'esistenza.  La Bibbia affronta di petto questo tema faticoso puntando direttamente al cuore: la difficoltà sta nel venire meno dell'uomo ai patti con Dio, la sua costitutiva incapacità di essere fedele.  Tante storie, cominciando da quella di Adamo ed Eva, passando per la storia di Abramo e Sara, del profeta e re Davide, mostrano questo inciampo che ha origine nell'uomo che disobbedisce o fa di testa sua, incapace di restare fedele al patto con Dio. Sarà mai capace l'uomo di essere giusto? No, risponde tutta la Bibbia, ma è giustificato, cioè reso giusto dall...

L'Amore si rivela

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  È tempo di camminare nello Spirito verso la festa di Pasqua, è tempo allora di guardare più da vicino come Gesù e i suoi hanno percorso questo cammino.  Lasciamo che siano le parole di Silvano Fausti a illuminare il nostro cuore verso una maggiore accoglienza del mistero dell'Amore.  Fermiamoci su una delle parole più difficili da digerire: tradimento. Gesù ne ha fatto esperienza. Anche questa parola è nel vocabolario del Vangelo, nel mistero dell'Amore che salva.  Scrive Fausti: «Uno di voi mi consegnerà», dice Gesù l'ultima sera che passa con i suoi. Poi viene la notte. "Siccome per gli ebrei il tramonto del sole segna il cambio di data, siamo all'inizio di venerdì, suo sesto giorno a Gerusalemme. Nel racconto della Genesi in questo giorno Dio creò l'uomo, che subito si allontanò da lui. Da allora cominciò a cercarlo, percorrendo ogni lontananza per raggiungerlo. La croce, ormai imminente, sarà il punto più lontano, oltre il quale non può fuggire. Lì finalm...

Con la polvere di tutta la terra

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  Nella tradizione ebraica molti sono i commenti sulla creazione dell'uomo nelle prime pagine della Genesi. Ricchi di spunti sono i midrash dei testi biblici, commenti di grande profondità, che tentano di esplorare le infinite ricchezze della Parola di Dio per l'umanità.  Leggiamo insieme qualche espressione che riguarda la creazione e il valore dell'umanità nell'universo. Con un occhio si guarda alla singolarità di ogni uomo ed ogni donna e con l'altro occhio si guarda alla loro origine comune, all'unità originaria da cui la diversità deriva e si fonda.   Il midrash, parola che significa ricerca, tenta un difficile equilibrio tra queste due dimensioni, e si impegna nella ricerca di luci che diamo senso alla complicata e ricca storia umana.  Ecco alcune perle: Rabbi Meir diceva: «la polvere con cui fu creato il primo uomo, fu raccolta da tutte le parti della terra». "L'uomo fu creato solo (come progenitore del genere umano), perché da ciò si deducesse c...